E’ la tradizione spagnola per il 23 aprile, la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’autore
di Anastasia Ghezzi
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza” dice l’Ulisse dantesco. La sete di conoscenza è forse l’unica cosa che ci distingue dagli animali e la fonte più grande da cui possiamo attingere sono sicuramente i libri.
Compagni di vita che a ogni pagina ci guidano alla scoperta di universi inesplorati, così, per omaggiarne l’importanza e la bellezza è stata istituita la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.
Il 23 aprile di ogni anno viene organizzata dall’UNESCO sin dal 1996 per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la loro protezione attraverso il copyright.
Lo scopo è quello di valorizzare il contributo che gli autori danno al progresso sociale e culturale dell’umanità, ma anche di avvicinare le persone, soprattutto i giovani, al piacere della lettura.
Questa giornata è un’occasione per soffermarsi sulle trasformazioni che riguardano i libri e i valori immateriali che dovrebbero guidarci, in una società che ormai sembra averli smarriti.
La grande varietà dei libri di oggi è una fonte di arricchimento culturale che deve essere protetta. La “bibliodiversità”, infatti, è una ricchezza ed è quello che fa del libro molto più di un oggetto materiale, bensì una delle più importanti invenzioni dell’umanità per la libera circolazione delle idee, oltre le frontiere e i limiti temporali.
Sicuramente vi starete chiedendo perché venne scelta questa data.
Il 23 aprile 1616 morirono tre autori della letteratura mondiale: Shakespeare, Cervantes e Garcilaso de la Vega (autore di autorevoli testi sul popolo Inca). Oltre a questa coincidenza però bisogna ricordare che in Spagna già esisteva un evento molto simile.
In Catalogna, infatti, a partire dal ‘900, il 7 ottobre si festeggiava una Giornata dedicata al libro. Questa tradizione venne estesa dal Re Alfonso XIII a tutta la Spagna, ma il sovrano spostò la data al 23 aprile, giorno di San Giorgio, patrono della Catalogna, istituendo così la Giornata del Libro e delle Rose.
Ma cosa c’entrano le rose?
Da secoli in questo giorno si regalano alle donne catalane tantissime rose, le quali, secondo la leggenda, sarebbero nate dal sangue sgorgato dal corpo del drago ucciso da San Giorgio. Per questo il 23 aprile i librai di tutta la Catalogna sono soliti regalare una rosa per ogni libro venduto.
L'autrice / autore
Non ho talenti speciali, sono solo “appassionatamente curiosa”, direbbe Einstein se fosse al mio posto.
Tra le colline della maremma grossetana, ho sempre trovato un rifugio nei libri. Le emozioni degli autori attraversano le loro penne, mi sento più vicina a loro ed è così che ho imparato a conoscere veramente il mondo.


