Mentre continuano a chiudere i teatri in tutta Italia, nel Valdarno la comunità gioisce per il ritorno di uno spazio storico che sembrava destinato alla chiusura definitiva
di Ginevra Malavolta e Lavinia Andrea Mocanu
“A teatro ci vanno solo i vecchi”. “Andare a teatro è uno spreco di soldi”. “A teatro vanno in scena sempre le stesse cose”.
Questi sono solo alcuni degli stereotipi che si vede affibbiato il teatro tutti i giorni. Ad oggi ci sono ben 428 teatri chiusi o abbandonati, 50 solo a Roma, e questo è il destino che stava per toccare anche al Cinema Teatro Roma AB di Figline Valdarno.
Il teatro era stato costruito dai salesiani, ma dalla loro dipartita era caduto in malora (nonostante la sua centralità per la comunità), e la chiusura sembrava inevitabile. Poi, due anni fa, Antonio Borgheresi l’ha rilevato e gli ha dato nuova luce. Oggi, il Roma AB è pronto a riaprire con una nuova stagione, e il titolo è proprio “Brillante!”.
Brillante perché appunto darà nuova luce al teatro. Brillante perché è arguto, decisamente fuori dal comune, inusuale, sopra le righe. Brillante perché spettacoli di rilievo, come l’anteprima nazionale di “Assassinio per due” (spettacolo d’apertura della stagione) gli danno importanza. Ma soprattutto brillante perché, proprio come un diamante, ha molteplici luci e sfaccettature.
A comporre il programma, infatti, sono non uno ma vari filoni.
Partendo dalla stagione tout public, diretta da Marco Predieri, tema decisamente presente è quello dei classici e della loro rielaborazione in più chiavi, tra le quali quella grottesca di “Amleto in salsa piccante”.
Un ruolo importante lo ha anche la musica, in spettacoli come “la Vedova Allegra” che andrà in scena con l’orchestra dal vivo.
Infine, Paolo Conticini e altri registi porteranno in scena riflessioni sull’uomo e sulle sue mille emozioni, in “la prima volta – atto II”, “partenza in salita” e altri.
La stagione ragazzi, invece, ha come tema l’orco, che partendo dalla riflessione di G.K. Chesterton si sviluppa in modo diverso dall’usuale. L’orco, infatti, come afferma il giovanissimo curatore della stagione, Andrea Yuki Parigi, uscendo dal suo stereotipo, “non è più solo brutto e cattivo, ma, dalla paura interiore all’esteticamente bello e innocuo, ha varie sfaccettature”, proprio come tutta la stagione.

