Simonetta, la ragazza che ha dato il volto alla Venere

di Lavinia Andrea Mocanu

La Nascita di Venere” di Sandro Botticelli è uno dei quadri più famosi al mondo e, come suggerisce il titolo, rappresenta proprio la nascita della dea. Lei arriva a Cipro su una conchiglia, sospinta da due personaggi in alto a sinistra, Zefiro e Aura o Clora, e cerca di coprirsi con i suoi lunghi capelli, nonostante ci sia la Primavera a porgerle un vestito rosa con motivi floreali. Oggi ritroviamo la faccia di Venere ovunque: su magliette, tazze, poster… ma chi è la musa di Botticelli, la misteriosa prestavolto della dea?

Lei ha un nome e un cognome ed era ben conosciuta nell’aristocrazia fiorentina. Nata il 28 gennaio 1453 a Genova, o forse a Fezzano, Simonetta Cattaneo Vespucci era figlia di Gaspare Cattaneo e Caterina Spinola. Lei e la sua famiglia facevano parte dell’aristocrazia genovese; infatti la famiglia Cattaneo si formò nel Trecento, ma acquisì particolare importanza tra il Cinquecento e il Settecento, mentre la famiglia Spinola si formò nel XII secolo e continuò ad essere rilevante fino all’Ottocento. A soli 16 anni Simonetta sposò il cugino di Amerigo Vespucci, il sedicenne fiorentino Marco, follemente innamorato, nella chiesa di San Torpete a Genova. I due poi si trasferirono a Firenze e, grazie ai stretti contatti tra i Vespucci e i Medici, Simonetta entrò a far parte dell’élite fiorentina, dove conquistò il cuore del giovane Giuliano de’Medici, fratello di Lorenzo il Magnifico. Il 29 gennaio 1475 Giuliano partecipò a una giostra, ovvero un torneo dove due cavalieri cercano di disarcionarsi a vicenda, portando con sé uno stendardo molto particolare: distrutto a causa del tessuto molto fragile e realizzato o dal Botticelli o da Leonardo da Vinci, raffigurava Simonetta nei panni di Venere o Minerva e sotto, oltre a Cupido incatenato, c’era il motto “la sans par”, la senza pari. Alla fine Giuliano vinse e dedicò la vittoria a Simonetta, che venne nominata la regina del torneo. Questa vittoria verrà poi celebrata nel poemetto Stanze per la giostra di Angelo Poliziano. Qui il protagonista Iulio, alter ego di Giuliano, è talmente appassionato di caccia che trascura la passione amorosa e il dio Amore decide di vendicarsi. Un giorno lui va a caccia con i suoi cani e compagni, quando ad un certo punto inizia ad esserci un rumore assordante che fa scappare tutti. Il giovane rimane da solo nel bosco fino a quando Amore fa apparire una cerva bianca, che lui decide di inseguire. Improvvisamente l’animale scompare e al suo posto appare una bellissima giovane donna. Lei è Simonetta, che Poliziano descrive dicendo che è candida, dipinta di rose e fiori ed erba, coi capelli ricci biondi che le scendono sulla fronte, è “umilmente superba”. È mansueta, con gli occhi dolci pieni di amore e il volto allegro, parla e ride dolcemente. Con lei ci sono l’Onestà, che gira la chiave per aprire ogni cuore, e la Gentilezza, oltre alla Bellezza e alla Leggiadria. Purtroppo il poemetto si interrompe prima della descrizione della giostra di Giuliano, ma è comunque un componimento di particolare eleganza e raffinatezza. Solo un anno dopo, il 26 aprile 1476 Simonetta morì di una malattia non ben definita, forse tisi, polmonite o tubercolosi; altri ipotizzano che sia morta a causa di un tumore che l’avrebbe resa sterile. Il giorno dopo venne portata per le vie di Firenze in una bara scoperta affinché tutti potessero ammirarla un’ultima volta. Vari artisti le dedicarono i loro componimenti, tra cui Lorenzo il Magnifico, Giuliano de’Medici stesso, ma anche Giosuè Carducci e Gabriele d’Annunzio. Oltre ad essere la Venere ne “La Nascita di Venere” e “Venere e Marte”, lei è anche Flora e una delle tre Grazie ne “La Primavera” e Pallade in “Pallade e il centauro”. Botticelli la immortalò anche in molti ritratti femminili. Un altro artista che prese spunto dalla bellezza di Simonetta fu Piero di Cosimo, che la raffigurò, ma nelle vesti di Cleopatra, nel dipinto “Ritratto femminile come Cleopatra” datato al 1480, dove ha un serpente al collo. Quindi la nostra Venere non è proprio una sconosciuta, anzi è viva più che mai nelle opere dei grandi artisti rinascimentali e non, che, per fortuna, l’hanno resa immortale a parole e a pennellate e che hanno permesso anche a noi di poterne ammirare la bellezza e l’animo gentile.  

                                                                                               

L'autrice / autore

Fiorentina d’adozione, sono appassionata di storia, arte, letteratura e psicologia e adoro i film e le serie tv. Spesso penso troppo e occasionalmente dò consigli di vita. Leggo per imparare, scrivo per informare.