Se l’artigianato investe sul futuro

Sempre più numerosi i giovani fra i 100 espositori provenienti da tutto il mondo negli spazi di Palazzo Corsini, a Firenze, dove si è aperta l’edizione 2026 di Artigianato e Palazzo

di Lavinia Andrea Mocanu

“Se pensi di sapere cos’è l’artigianato, ricomincia da qui”. Inizia così la XXXII edizione di Artigianato e Palazzo, dove Giardino Corsini apre i suoi cancelli a 100 artigiani provenienti da tutto il mondo. Il tema di quest’anno è la riconnessione con la natura, una necessità in questo mondo perso nel digitale. Gli espositori ci faranno conoscere il loro mestiere, mostrandoci che “la tradizione è un innovazione ben riuscita”, come diceva Oscar Wilde. 

Tra le attrattive dell’evento ci sono anche i progetti speciali, degni di nota per la loro intenzione e per la loro essenza, primo tra tutti Linfa. La filosofia dello stupore, di Jonathan Bocca. Lucchese del ’98, ama Firenze e concilia la duplice natura di questa città, rinascimentale e contemporanea, con un design che si estende per tutto il Giardino, dimostrando che si può andare avanti pur mantenendo delle radici ben salde. Poco più in là ci sarà Bosco Sonoro di Michel Vecchi, che crea un esperienza visivo-uditiva usando tronchi di alberi abbattuti durante le tempeste. Passeggiando nel Giardino, potremmo entrare nel Thòlos di CanyaLab, una struttura in bambù dove le tradizioni antiche si mescolano con tecniche innovative per osservare il presente. Molti saranno gli artigiani presentati nello spazio RECREOS A PALAZZO, un progetto della Fondazione Cr Firenze nato dall’esigenza di rigenerare via Palazzuolo e dintorni. Un luogo abbandonato, dimenticato da tutti e privo di sicurezza tornerà a brillare grazie agli artigiani e al bando RECREOS. Sono stati liberati fondi illeciti ed è stata messa una ronda di ex poliziotti h24, sono stati portati avanti dei lavori strutturali sulla strada e continueranno per altri 3 anni circa. Andando avanti troveremo “Galleria dell’artigianato: tra Natura e Artificio”, realizzato da Artex e curato da Jean Blanchaert, è un percorso espositivo dove si vive il rapporto tra la realtà naturale e ciò che l’uomo realizza guardando la natura, rendendola soggetto e non oggetto. Ultimo, ma non per importanza, abbiamo “Nostra Signora della Ceramica: Antonietta Mazzotti Emaldi, presentato dal progetto “la Grande Bellezza. The Dream Factory by Starhotels”, dove la grande artigiana-artista esporrà collezioni ispirate dalla mitologia greca, Menadi e Proserpina, e da grandi temi come la trasformazione nel tempo e la resilienza, Garofano – Faience Garden e Survival

Spostandoci nella villa, tra l’androne e le scuderie, troveremo i giovanissimi di Next Generation, che ci dimostrano che l’artigianato non è datato, non appartiene al passato, ma che è vivissimo grazie alle loro mani sapienti e alle loro menti fresche. 

I primi che incontriamo sono Tommaso Maselli e famiglia, terza generazione di una bottega aperta nel 1955 che si occupa di stampe antiche e cornici artigianali, specializzandosi nella doratura. Parlando con Giovanni, 21 anni, abbiamo scoperto che i giovani Maselli si sono appassionati da soli, senza essere spinti dal padre, ma semplicemente vivendo in bottega e restando affascinati dalle lavorazioni. Secondo lui l’artigianato è attrattivo per i giovani, solo che siamo trasportati dal dire che il mondo delle lavorazioni a mano appartiene al passato. “Se uno ci mette voglia e impegno, scoprirà un mondo bellissimo”. Loro usano foglie d’oro 24 carati, legno, colla di coniglio e pesce, gesso e mani che usano grandi strumenti con grande precisione. 

Subito dopo abbiamo Eremons, con Chen Yueting e Xu Weidong, che ci mostrano la tecnica Batik. Per prima cosa si sceglie il tessuto, più è sottile meglio è, poi si prende il coltello di rame, lo si intinge nella cera d’api e poi con molta precisione e cautela si iniziano a fare i disegni sul tessuto. Finiti i disegni, si immerge il tessuto nel colore scelto, tingendo solo la parte dove non c’è la cera, che poi viene rimossa con l’acqua calda. In tutto ci vogliono 2 settimane, una se si è esperti, nel realizzare un prodotto con la tecnica Batik, proveniente dalla minoranza etnica cinese Guizhou. Loro non usano l’alfabeto come noi, ma usano simboli, come per esempio gli uccelli, sacri perché aiutavano a far nascere i bambini. Lo studio Eremons e i suoi fondatori, studenti dell’accademia d’arte di Venezia, hanno iniziato a studiare questa tecnica per puro interesse e curiosità e volevano esplorarne l’anima, l’essenza. Loro nell’artigianato trovano modo di esprimersi e chi disegna con mano, mente e cuore è un vero artigiano e un vero artista, che in fondo non sono così diversi come mestieri. 

Da lontano si intravedono i vasi di ceramica di Lapo Giusti, figlio di artigiani che ha iniziato questo mestiere 6 anni fa. Usa il gres, porcellana e smalti a cristallizzazione che rifrangono la luce e che creano dei cristalli veri e propri. Servono circa un centinaio di test per creare il prodotto migliore possibile affinché ci siano buone proporzioni tra fondo e cristalli, che non vengono aggiunti a mano, ma che si formano durante il processo di cristallizzazione in forno a 1000 gradi. Per lui l’artigianato è passione, serve voglia di fare, curiosità e perseveranza.

Spostandoci verso le scuderie, conosciamo Kimberly Bàrcenas Hernàndez, appassionata di murales messicani, voleva mettere le mani in pasta e quindi ha studiato in Spagna e in Italia la tecnica dello sgraffito. Con un intonaco formato da calce, sabbia di fiume e polvere di marmo, crea più strati di diversi colori che poi va a grattare via fino a riportare in superficie il colore che le serve. Ha iniziato 10 anni fa viaggiando in tutto il mondo fino a stabilirsi a Firenze, restaurando facciate di edifici storici come Palazzo Sertini tra via del Corso e via de’ Pescioni e lavorando anche in Portogallo e Francia. Prende ispirazione dalla natura e dal ciclo della vita e l’IA, fatta eccezione per scrivere le mail, non esiste, ne per Kimberly, ne per gli altri artigiani. “Adesso i giovani devono avvicinarsi al lavoro manuale, ti rende più umano. Ora siamo tutti più separati e l’artigianato ci riavvicina tutti, un riavvicinamento agli esseri umani”. 

Infine c’è Ozio Piccolo Studio Tessile di Simone Falli, presente anche l’anno scorso, con i suoi tessuti filati a mano morbidissimi, riportando la stessa passione e la stessa grinta di sempre. 

Oltre a premi, laboratori e workshop, ci sono 3 incontri culinari incentrati sul rapporto speciale tra Gabriele D’Annunzio e la sua cuoca, Suor Intingola, al secolo Albina Lucarelli Becevello. Tra gli speaker ci sono Maddalena Santoni, autrice e studiosa del Vate, l’attrice Maria Cassi e Federico D’Annunzio, pronipote del poeta. Gli incontri sono curati da Annamaria Tossani e il protagonista è il libro “La cuoca di D’Annunzio – i biglietti del Vate a Suor Intingola. Cibi, menu, desideri e inappetenze al Vittoriale”, edito UTET. 

Tante novità, tanta meraviglia e tanta natura caratterizzano questa 32esima edizione alla riscoperta non solo della natura, ma dell’artigianato. 

L'autrice / autore

Fiorentina d’adozione, sono appassionata di storia, arte, letteratura e psicologia e adoro i film e le serie tv. Spesso penso troppo e occasionalmente dò consigli di vita. Leggo per imparare, scrivo per informare.