di Lavinia Mocanu
Una delle dee più amate e conosciute di tutta la mitologia in realtà è una delle più antipatiche. Pallade, Tritogenia, Atritonia e glaucopide sono alcuni dei suoi epiteti… ebbene sì, sto parlando proprio di Atena, conosciuta a Roma come Minerva. Lei è la Dea della saggezza, della guerra e delle arti che ai tempi venivano considerate femminili, come il cucinare, il filare e il tessere. Il suo simbolo più importante è il gufo, che rappresenta la saggezza e la capacità di vedere ciò che si nasconde nel buio: la verità. Oltre ad insegnare la matematica, lei ha inventato il flauto, la tromba, il vaso di terracotta, il rastrello, l’aratro, il giogo per i buoi, la briglia per i cavalli, il cocchio e la nave; insomma senza le sue invenzioni non ci saremmo evoluti più di tanto. I suoi genitori sono Zeus, re degli déi, e l’oceanina Meti, nota per la sua saggezza. I loro nonni, Gea e Urano, dicono a Zeus che il suo primogenito lo avrebbe spodestato e per paura ingoia Meti, che era incinta.
Un giorno a Zeus viene un mal di testa talmente potente da chiedere al suo figliastro Efesto di spaccargli la testa e da lì esce Atena, già adulta e con l’armatura addosso, pronta a combattere. Un nome che riporta subito alla mente la nostra Dea è quello della città di Atene, che era proprio alla ricerca di un nome e di una divinità protettrice. Subito si offrono Poseidone e Atena, che decidono di aggraziarsi il popolo con dei doni. Poseidone fa nascere una sorgente d’acqua salata, non molto utile, e Atena fa nascere la pianta d’ulivo che conquista il popolo, vincendo la contesa.
Questo è solo uno dei tanti miti che coinvolgono la nostra Dea, ma il più famoso qual è? C’era una volta una giovane sacerdotessa di Atena dai capelli stupendi e molti andavano al tempio solo per ammirarla. Un giorno ci andò anche Poseidone, solo che lui non si limitò ad osservarla, ma la violentò. Atena oltraggiata decise di trasformare la giovane in un mostro con dei serpenti al posto dei capelli e con gli occhi che pietrificano chiunque la guardi… il suo nome? Medusa. Alcuni sostengono che Atena, trasformandola, le abbia fatto un favore, dandole gli strumenti per potersi proteggere; altri sostengono invece che la Dea l’abbia fatto per dispetto e gelosia. Ma si può veramente proteggere una persona condannandola alla solitudine? Ci sta assolutamente invece che Atena l’abbia fatto per gelosia, anche perché non sarebbe la prima volta. Infatti prima di Medusa c’era una ragazza, Aracne, che era bravissima nel tessere, ma sosteneva che il suo dono non provenisse dalla Pallade e addirittura osò sfidarla. Atena, sotto forma di vecchietta, cercò di farla ragionare dicendole che non le conveniva andare contro una Dea. Allora la giovane si arrabbiò tantissimo e la provocò, scatenando la sua ira. Atena, tessendo, raffigurò gli Dei dell’Olimpo sull’Areopago nella città di Atene e agli angoli aggiunse quattro sfide di mortali contro gli Dei, dove uscirono vincitori quest’ultimi; Aracne invece raffigurò le avventure extraconiugali di Zeus e Poseidone featuring Apollo e Dioniso. La tela di Aracne non aveva difetti e Atena, sgomenta ed arrabbiata, la strappò, portando la giovane ad impiccarsi dalla disperazione. La Dea mostrò un po’ di pietà e trasformò Aracne in un ragno e il cappio in un filo, condannandola a tessere per sempre. Meglio non essere mai troppo orgogliosi delle proprie abilità, sennò ci penserà qualcun altro a farti abbassar la cresta.
Atena è una Dea vergine, ma nonostante ciò ha un figlio. Adottivo, ma sempre un figlio. Infatti lei incarica Efesto di forgiargli un’arma e Poseidone, per fare un dispetto alla sua acerrima nemica, gli dice che in realtà Atena lo desidera. Efesto promette di portare a termine l’incarico solo se lei lo ripaga in natura. Atena non capisce e quando va a prendersi l’arma, Efesto cerca di violentarla, ma non ci riesce, eiaculando sulla coscia della dea. Disgustata, si pulisce con un pezzo di lana e lo getta a terra, fecondando così Gea, che non rivendica il figlio come proprio.
Lo so, il tutto è molto strano, ma gli Dei ci tenevano ad avere un po’ di brio nella loro eterna esistenza.
Quindi Atena decide di occuparsi della sua educazione, lo chiama Erittonio e lo affida ad Aglauro, primogenita del re di Atene Cecrope. Una sera Aglauro e le sue sorelle Erse e Pandroso stavano tornando a casa da una festa con Erittonio nascosto in una cesta. Ermes, che si era invaghito di Erse, chiede ad Aglauro di aiutarlo ad entrare nella stanza della sorella in cambio di molto oro. Lei accetta e Atena, che vede la scena, si arrabbia e va a casa di Invidia per chiederle di avvelenare la giovane. Ubbidendo a malincuore agli ordini della dea, Invidia rovina la vita di Aglauro, che inizia ad odiare a morte la felicità della sorella con un dio. Il giorno dopo Ermes torna, ma la giovane si rifiuta di farlo entrare e dopo aver cercato di calmarla, il dio con la sua bacchetta magica, il Caduceo, pietrifica l’infelice e poi va a trascorrere la notte con Erse, dalla quale nasceranno Cefalo e Cerice. Curiosa di sapere cosa c’è nella cesta, Erse solleva il coperchio con la madre Agraulo e Pandroso e vede Erittonio, uomo sopra e serpente sotto. Terrorizzate, le tre si gettano dall’Acropoli. Atena, appena lo viene a sapere da un corvo, trasforma le sue penne da bianche a nere e dalla sorpresa crea il monte Licabetto, lasciando cadere un masso che aveva tra le mani. Già, ci sono moltissime storie, moltissime cose da assimilare, ma non è finita. Per farvela semplice semplice, Atena protegge anche un sacco di eroi e interviene pure nelle loro storie se necessario. Tra i suoi protetti ci sono Perseo, Achille, Diomede, Odisseo e il famosissimo Eracle.
Insomma si può dire di tutto su Atena, tranne che è pigra.
L'autrice / autore
Fiorentina d’adozione, sono appassionata di storia, arte, letteratura e psicologia e adoro i film e le serie tv. Spesso penso troppo e occasionalmente dò consigli di vita. Leggo per imparare, scrivo per informare.


