Zeus come non lo avete mai visto prima

Marito infedele, padre di decine di figli avuti con mortali: chi era il re degli dei, colui a cui sono collegati tutti i personaggi della mitologia greca

di Lavinia Mocanu

Re e padre degli déi, l’ago della bilancia nelle discussioni, tutti nell’antichità si rivolgevano a lui per risolvere i propri problemi. Stiamo parlando di Zeus, dio del tuono, marito infedele di Era e padre di un numero imprecisato di figli, tra i 25 e i 100, la maggior parte avuti con mortali. Zeus era il figlio ribelle e predestinato dei Titani Crono e Rea. Secondo Gea infatti, Crono sarebbe stato spodestato da uno dei suoi figli e quindi se li mangiò. Rea, giustamente arrabbiata (insomma che lo fai a fare il figlio se poi il marito te lo mangia?), decide di dargli una pietra al posto del baby Zeus, che viene cresciuto sul Monte Ida da una capra, chiamata Amaltea. Il baby diventa un adulto e decide di vendicare la madre con l’aiuto di Gea: diventa il coppiere del padre e gli avvelena un drink. Ad un certo punto Crono inizia ad avere un mal di pancia terribile e vomita tutti i figli mangiati: da qui inizia la Titanomachia, una guerra durata 10 anni tra Titani e Olimpi, tra due generazioni diverse di esseri immortali.

Con l’aiuto dei Ciclopi, gli Olimpi vincono e Zeus diventa re degli déi, dividendo i luoghi di influenza con i suoi fratelli: lui si tiene i cieli e la terra, Poseidone si prende i mari e Ade gli inferi. Gea però non è contenta che i suoi figli, i Titani, sono stati sconfitti e allora manda altri suoi figli (ne ebbe tantissimi, lo so) i Giganti a spodestare Zeus ed ecco qui che inizia la tremenda Gigantomachia. I Giganti quasi riescono ad accedere all’Olimpo, ma non ce la fanno e perdono; i resti della battaglia li vediamo nei Campi Flegrei. Gea si arrabbia tantissimo e allora genera un figlio apposta per sconfiggere Zeus, una sorta di boss finale dei videogiochi: il mostro Tifone, gigantesco e pauroso.

Ancora una volta lo scontro fu difficile, epico e anche… nazionale, poiché Zeus sconfigge il mostro sotterrandolo sotto una montagna, che ogni tanto sputa fuoco dalla rabbia: l’Etna. I miti che riguardano Zeus sono tantissimi, infiniti, ci vorrebbero ore a trovarli tutti e riportarli. La maggior parte sono famosi: lui che conquista ogni essere che respira trasformandosi in qualsiasi animale, dalla formica al toro, e in qualsiasi elemento naturale, anzi, due: l’acqua nel caso di Danae e della pioggia d’oro da cui genera Perseo e il fuoco con Egina, che genera Eaco, nonno di Achille.

Tutti i personaggi della mitologia greca sono collegati a lui. Se non mi credete, pensate a un qualsiasi eroe o dio e sicuramente arriverete a Zeus. Per non parlare di Giove, Zeus romano, citato ovunque anche lui nella letteratura latina. Visto che ogni azione di Zeus diventa leggenda, oggi rispolveriamo qualche sua non-leggenda: storie che non sono così tanto conosciute sul re degli déi. Prima di iniziare però, ci tengo a portare alla vostra attenzione una cosa particolare: Zeus, un uomo, che quindi non ha la capacità biologica di partorire, partorisce 2 volte: la prima volta partorisce Atena dalla testa, la seconda partorisce Dioniso dalla coscia. Torniamo ad una storia nazionale, che parte in Sicilia e che finisce nelle Isole di Procida e di Ischia. C’erano una volta due gemelli, i Cercopi, che ingannarono il leggendario Eracle. Lui, arrabbiato, li legò a testa in giù. Vedendo il suo “sedere bruciacchiato” e ricordandosi di una previsione della loro madre fatta proprio su quel sedere, i gemelli si misero a ridere ed Eracle, divertito, li liberò. Purtroppo Zeus, stanco dei loro inganni, li trasformò in scimmie; da qui le Isole di Procida e Ischia vengono conosciute come “isole delle scimmie”.

A proposito di persone che non stavano simpatiche al nostro re degli déi, parliamo di due personaggi un po’ strani. il primo è Issione, che inizialmente stava abbastanza simpatico a Zeus, fino a quando gli disse “voglio trascorrere una notte con tua moglie Era”. Effettivamente il sogno di Issione si avverò, trascorse una notte con Era, peccato che non fosse quella in carne ed ossa, ma una nuvola. Ve lo immaginate il re degli déi che concede sua moglie ad un altro? Sarebbe una vera vergogna e proprio per questo Zeus si vendica e lega il lussurioso ad una ruota infuocata, che continua ancora oggi a girare. Il secondo invece è Salmoneo, che si spacciava per Zeus stesso: faceva fare dei sacrifici in nome suo, andava in giro su un carro gigante pieno di padelle di rame, che creavano un frastuono simile ad un tuono. Scherzo del destino, o meglio, di Zeus stesso, Salmoneo morì colpito da un fulmine. Che dire, Zeus sarebbe sicuramente quel vicino donnaiolo che non sa mai farsi gli affari propri e che ha una certa mania di protagonismo. 

L'autrice / autore

Fiorentina d’adozione, sono appassionata di storia, arte, letteratura e psicologia e adoro i film e le serie tv. Spesso penso troppo e occasionalmente dò consigli di vita. Leggo per imparare, scrivo per informare.