di Lavinia Andrea Mocanu
Lei è la dea più invocata dagli innamorati. Le hanno dedicato poesie, dipinti, statue. Ferisce profondamente, ma non puoi farne a meno… sto parlando di Afrodite, conosciuta a Roma come Venere e nell’antichità come Astarte, Ishtar, Inanna e Iside. La dea dell’amore e della bellezza è nata dalla schiuma marina e dai genitali evirati di Urano e proprio per questo lei è anche la dea della navigazione e del mare calmo. Tutti la adorano, tutti la ammirano e la venerano, però di cose disastrose ne ha fatte, la più grande per eccellenza? La guerra di Troia. É stata lei a far avvicinare Elena e Paride solo per vincere una competizione già vinta in partenza: la mela d’oro alla dea più bella.
Omero nell’Iliade la descrive come una piagnucolona che si nasconde tra le braccia della mamma Dione appena si fa male, ma sappiamo che lei non era affatto così. Partiamo dal principio: abita a Pafo, sull’isola di Cipro e si sposa con il dio più brutto dell’Olimpo e fabbro degli déi, Efesto. Lui però non è mai a casa, è sempre a lavorare nella sua officina, l’Etna, e quindi Afrodite si sente molto sola, talmente sola da invitare molto spesso nel suo letto Ares, il dio dal membro eretto. Da qui già si capisce che i due fanno scintille, anzi, bambini, 3 per la precisione: Phobos, la paura, Deimos, il terrore, ed Armonia. Efesto pensa che siano i suoi fino a quando Helios, dio del Sole, non gli rivela che la moglie lo sta tradendo. Lui geloso vorrebbe vendicarsi subito, ma si sa che la vendetta è un piatto da servire freddo. Un giorno il nostro caro fabbro dice alla moglie “tesoro vado in vacanza a Lemno” e Afrodite, appena lui se ne va, fa chiamare Ares, che arriva subito, e i due iniziano la fase 1 del piano di Efesto: l’accoppiamento. Fase 2: la trappola. Finito l’accoppiamento, sui due amanti si cala una rete di ferro fortissima e sottilissima, quasi un velo. Fase 3: l’umiliazione. Efesto, che in realtà non è andato a Lemno, chiama tutti gli déi dell’Olimpo ad assistere alla scena. Solo Hermes, Apollo e Poseidone però entrano nella camera da letto perché le dee rimangono fuori ad orecchiare indignate e Zeus si rifiuta categoricamente di intervenire.
Apollo dice ad Hermes: “scommetto che non ti dispiacerebbe trovarti al posto di Ares con la rete addosso e tutto il resto” e si mettono a ridere. Poseidone invece ci voleva finire veramente sotto la rete con Afrodite e quindi dice ad Efesto: “visto che Zeus non vuole ripagare la dote di tua moglie, propongo che sia Ares a farlo in cambio della libertà e, se non lo fa lui, la ripagherò io”. Efesto accetta, solo che viene cornificato ancora di più, perché Ares scappa senza pagare e Afrodite, con la sua cintura magica, conquista sia Hermes sia Poseidone e anche Dioniso, che non c’entrava assolutamente niente, però ci ha guadagnato. Fase 3 svolta con successo, solo che l’umiliazione è tutta di Efesto, non di Afrodite.
Ma adesso passiamo a storie più particolari, poco conosciute. La prima è tratta dalle Favole di Esopo, la 76: “la gatta e Afrodite”. C’era una volta una gatta che si era innamorata di un bel ragazzo e che desiderava diventare umana ad ogni costo. A chi rivolgersi se non ad Afrodite? La dea, mossa da profonda compassione, trasformò la gatta in una ragazza e il bel fusto di cui si era innamorata la portò a letto. Afrodite però aveva un dubbio: cambiando corpo, sarebbero cambiate anche le sue abitudini? Quindi la dea incuriosita lanciò sul letto un topo e la ragazza subito si gettò ad inseguirlo per divorarselo. Disgustata, Afrodite le restituì la sua forma primitiva. Insomma, il lupo, anzi la gatta, perde letteralmente il pelo, ma non il vizio.
La seconda riguarda un eroe citato nell’Iliade, Glauco, padre di Bellerofonte. Abile cocchiere, odiava Afrodite e non faceva riprodurre le proprie cavalle nella paura che queste poi sarebbero diventate meno focose. La dea, arrabbiatissima, disse a Zeus che Glauco dava da mangiare alle cavalle carne umana e quindi ottenne da lui il permesso di vendicarsi come le pareva. Durante dei giochi funebri, Glauco aggiogò le proprie cavalle, solo che queste, imbizzarrite dopo aver bevuto da una fonte magica di Afrodite, lo mangiarono vivo. Da lì in poi Glauco è conosciuto come Tarasippo, “il terrore dei cavalli”. Ultima, ma non per importanza, è la storia dei Cerasti, abitanti di Cipro dotati di corna che sacrificavano gli stranieri ad Afrodite. Lei, che probabilmente si chiese “1. Perché sacrificare gli stranieri? 2. Perché sacrificarli a me?” li trasformò in tori. Non che fosse un grande cambiamento eh, visto che le corna le avevano già, però comunque fu una punizione ben meritata. Una domanda che può sorgere spontanea è “ma la dea dell’amore si è mai innamorata?”. La risposta è sì, ed è finita pure male, ma è una storia talmente ampia che ha bisogno di un suo proprio spazio a parte per essere raccontata bene. Le storie d’amore nella mitologia greca in generale non vanno a finire bene, ma queste sono diventate tragedie, hanno ispirato i nostri libri preferiti, serie, film, personaggi. Tutto grazie ad Afrodite, la forza naturale che fa battere i cuori a mille e che avvicina i corpi. Noi esistiamo grazie ad Afrodite, poiché Amor omnia vincit, l’amore vince tutto.
L'autrice / autore
Fiorentina d’adozione, sono appassionata di storia, arte, letteratura e psicologia e adoro i film e le serie tv. Spesso penso troppo e occasionalmente dò consigli di vita. Leggo per imparare, scrivo per informare.


