Stiamo sempre al telefono a scrollare, a cercare qualcosa che ci riempia subito questo vuoto che abbiamo dentro. Leggere invece ti riempie lentamente, con dolcezza, fragilità, pazienza, tempo, che ormai sembra non esserci più
di Lavinia Andrea Mocanu
Leggere è una cosa molto intima. È un momento di particolare ispirazione, o solitudine o voglia che ti fa prendere un libro in mano e ti fa immergere in una storia. Leggere è diventare qualcuno o qualcosa che non sei o che non potresti essere. All’improvviso hai un drago, o una bacchetta, o un fidanzato e una focosa storia d’amore. Vivi nella campagna inglese dell’Ottocento, o in trincea, o a New York o Hollywood. Vivi centinaia o soltanto decine di vite che non ti appartengono davvero. Tu vivi attraverso il libro. Quando leggi, sei vivo sia te che il personaggio. Leggere ti rende empatico, sensibile, comprensivo. Leggere ti acuisce la vista, allunga la vita, affina la mente. Fai esperienza di più punti di vista, di più situazioni, di più contrasti e proprio dai libri potresti saper risolvere una situazione nella tua propria vita. Leggere ti tocca l’anima, è proprio per questo che è intimo. Quindi non nel senso che il libro ti tocca fisicamente, ma nel senso che il mondo attorno a te scompare, nulla esiste più se non te e la pagina che stai leggendo e quella dopo e quella dopo ancora. Il mondo può scorrere attorno a te alla velocità della luce e te nel frattempo lentamente leggi. Il libro tocca dei tasti che hai dentro, dei bottoni che ti scatenano le più varie reazioni. Ridere e piangere, divertirsi e diventare tristi sono tipici dei libri che hai letto. Alcuni non ti lasciano niente. Potresti aver letto ore ed ore un libro credendo che l’avresti amato per poi capire che non era così. Anche quello, strano ma vero, ti ha toccato l’anima. Ti ha fatto capire i tuoi gusti, ti ha fatto capire di seguire ciò che tu sei veramente e non ciò che ti dicono gli altri.
Quando leggiamo stiamo sempre in posizioni comode: accoccolati a letto o sul divano, seduti su una poltrona; oppure siamo in luoghi pubblici, alla vista di tutti, ma comunque in un modo o nell’altro ci sentiamo sicuri pure lì, consapevoli dei rischi: leggiamo in macchina, in treno, in bus, in classe, al lavoro. Ovunque è un buon posto per leggere. Ovunque è un buon posto per distaccarsi dalla realtà. Che, pensandoci, in realtà non ci distacchiamo, ma diventiamo più consapevoli attraverso gli occhi degli altri, anzi attraverso le loro parole. Gli autori e le autrici scrivono i propri pensieri, le proprie ispirazioni, le proprie esperienze. Loro, come noi, leggono. Loro ci capiscono e vogliono essere capiti. Tutte le storie vogliono essere viste, toccate, ascoltate, lette. Alcune aderiscono come una patina sottile ma resistente alla nostra anima, al nostro cuore, altre ci fanno venire la voglia di lanciare il libro dalla finestra per quanto ci ha fatto schifo o per quanto ci ha fatto piangere. Leggi per trovare un po’ di gioia ma magari ti ritrovi a fine pagina con un dolore lancinante al petto, con un nodo alla gola, con la sensazione che qualcuno sia dietro di te pronto a farti del male.
Leggere tocca tutti i tasti possibili ed immaginabili. Leggere tocca. Ora, io compresa, stiamo sempre al telefono a scrollare, a cercare qualcosa che ci riempia subito questo vuoto che abbiamo dentro. Quando scrolliamo, la patina attorno alla nostra anima non esiste, è come se non ci fosse proprio l’anima, è come se dentro di noi non ci fossero più neanche le ossa, il sangue, la carne, è come svuotarsi per riempirsi di vuoto. Leggere invece ti riempie lentamente, con dolcezza, fragilità, pazienza, tempo, che ormai sembra non esserci più. Leggere può anche graffiarti, squarciarti in due, dilaniarti l’anima. Leggere può guarire ferite, può farti cambiare prospettiva sulla vita. Il libro è fatto da tante pagine piene di inchiostro. Alberi morti con materiali morti che portano vita. Che paradosso. E quando chiudiamo il libro, è come chiudere una parte di noi tra quelle pagine. Ci riempie ma ci svuota allo stesso tempo. Lasciamo pezzi di noi ovunque andiamo, ovunque poniamo la nostra attenzione, quindi pure i libri tengono una parte di noi e la tengono al sicuro, non la faranno vedere a qualcun altro. Il testo può essere lo stesso, ma le sensazioni che ci trasmette sono diverse per tutti. Anche questa è intimità, una magia tra te e un’altra cosa piena di potere e vita. Leggere è vivere in maniera inaspettata. Allora facciamolo, viviamo in maniera inaspettata.
L'autrice / autore
Fiorentina d’adozione, sono appassionata di storia, arte, letteratura e psicologia e adoro i film e le serie tv. Spesso penso troppo e occasionalmente dò consigli di vita. Leggo per imparare, scrivo per informare.


