Assalto notturno, ma gli studenti salvano la scuola

È forse questo l’episodio simbolo che ci fa davvero capire la distanza tra gli studenti che vogliono manifestare con un obiettivo e chi, invece, vuole solo distruggere, vandalizzare e rompere.

Di Gregorio Pinti

Alle 3 di notte tra il 20 e 21 ottobre, nella sede di Scandicci dell’Istituto Sassetti Peruzzi, “un gruppetto di circa dieci ragazzi esterni alla scuola ha forzato una finestra con l’intenzione di introdursi nei locali scolastici per fare danni. A fermarli sono stati gli stessi studenti che stanno occupando l’edificio”. Questo è quanto ci hanno raccontato sia Osvaldo Di Cuffa, preside della scuola, che un rappresentante degli studenti dell’istituto.
“All’inizio erano solo quattro, poi si sono triplicati: erano alterati da alcool o altro e in possesso di spray al peperoncino, non usato ma mostrato”. Si sarebbero introdotti “da una finestra, entrando poi nelle aule nelle quali, fortunatamente, non hanno fatto grandi danni”. “Abbiamo tutte le aule chiuse a chiave, che hanno i custodi, quindi c’erano solo tre aule aperte, ma loro entravano anche attraverso qualche finestra rotta, cercando di fare un po’ di casino”.
Gli studenti dentro la scuola, circa una trentina, non hanno chiamato immediatamente la polizia, “ma dopo che hanno spaccato una finestra di un’aula e non hanno ascoltato i nostri appelli a fermarsi, abbiamo chiamato il 112”, ci dice il rappresentante.


Ma non appena gli agenti si sono allontanati, non solo è tornato il vecchio gruppo , ma se ne sarebbe aggiunto un altro che aspettava fuori dall’edificio il termine dell’intervento delle forze dell’ordine. Confabulando, a detta del rappresentante,
“ora si entra e si spacca tutto”. Dopo qualche decina di minuti gli studenti hanno chiamato nuovamente le forze dell’ordine. Il secondo gruppo si sarebbe nascosto sul tetto dell’edificio, scendendo poi attraverso un albero. In quel momento gli agenti sono riusciti a catturare un membro e a portarlo in caserma. Successivamente ci sarebbe stato anche un secondo fermato.
“Gli studenti erano erano un po’ spaventati, hanno visto la difficoltà a gestire una situazione del genere, ma sono stati bravi ad affidarsi alle forze dell’ordine” ci racconta il preside che continua affermando che “gli agenti hanno fatto loro i complimenti perché sono stati collaborativi. Di Cuffa ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. Per il momento il saldo ammonterebbe a una macchina del caffè rubata dalla sala insegnanti e un bagno spaccato “ma nulla di così grave”.


Fortunatamente “non sono riusciti a fare danni perché i ragazzi sono riusciti a fermarli”, conclude il preside.
Gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi di persona con la sindaca di Scandicci, Claudia Sereni, venuta sul post chiamata da Di Cuffa. Chiedendo ai ragazzi di consegnarle una lista con tutti i problemi dell’istituto. “È stato un bell’incontro con i ragazzi”, dice ancora il preside, “in cui la sindaca ha promesso di riportare le loro richieste alla città metropolitana”. Replicano gli studenti: “aspettiamo una prova scritta, fino a quel momento non molleremo”.

“Ci è stata proposta l’autogestione ma vorremmo continuare con l’occupazione anche se temiamo una seconda
irruzione notturna. Vogliamo portare avanti la manifestazione in maniera pacifica e sicura: l’ultima cosa che vogliamo è che la scuola venga danneggiata”.



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L'autrice / autore

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