Riflessioni sul presente della nostra generazione dopo aver visto il film cult ambientato nella periferia parigina.“Un uomo precipita da un palazzo di 50 piani. Piano dopo piano ripete: fin qui tutto bene. Il problema non è la caduta, è l’atterraggio.”
di Lavinia Andrea Mocanu
La Haine di Mathieu Kassovitz rappresenta la società di oggi. È un film crudo, rumoroso, sconvolgente. Minuto dopo minuto, anzi ora dopo ora di una giornata francese, vivi la vita dei ragazzi di periferia. La miseria, la povertà, il senso di comunità e fratellanza. I tre protagonisti, Vinz, Saïd e Hubert, rappresentano tre facce diverse di questa controversa società. Vinz è un ebreo cresciuto in strada che cova una rabbia dentro contro tutta l’umanità. Durante la giornata non fa altro che immaginare di sparare a qualcuno, urla contro i suoi amici, vuole fare il duro e gli riesce pure bene. Saïd è quell’amico che non capisce mai cosa sta succedendo, che si sgola per farsi sentire, che vuole essere incluso a tutti i costi, mentre Hubert è il “pensiero”, sa che tutto va a rotoli, vorrebbe cambiare, andarsene, ma non ce la fa. “Le Monde est à vous”, sì certo, non ci crede nessuno. Il film inizia con gli scontri tra i manifestanti e la polizia. I manifestanti hanno le pietre, i poliziotti le pistole. Per farsi sentire non basta la voce, serve spaccare qualcosa, fare del male. Se si fa le cose in maniera pacifica non ci sente nessuno, la diplomazia non esiste, esiste solo il caos, il sangue che sgorga a fiumi, i vetri rotti e i negozi distrutti. I soldi non bastano mai, le pistole, oggetti mitologici che affascinano, possono finire nelle mani di chiunque. Vinz trova la pistola di un poliziotto e la porta con sé tutta la giornata, sventolandola ai quattro venti quando vuole farsi sentire. Di fronte alla pistola stanno tutti zitti, scappano, è un oggetto mitologico, nessuno ha il coraggio di usarla davvero… solo che quando si preme il grilletto ciò che c’è dopo non piace a nessuno.
La rabbia dell’essere ignorati, dell’essere giudicati, dell’esistere e non piacere a nessuno si fa sentire. Il pregiudizio è ciò che uccide la società. I poliziotti sono tutti cattivi e i manifestanti sono tutti teppisti. In certi casi il pregiudizio si conferma, ma non sempre. In fondo Vinz, Saïd e Hubert sono buoni, ci tengono alla propria famiglia e ai propri amici, ma la società, ciò che hanno vissuto, li ha plasmati, li ha portati ad essere violenti e “fastidiosi”. La società è vedere gente con una giacca di pelle e borsa in pelle con soldi a non finire in tasca e subito dopo gente con a malapena i vestiti addosso.
Questo film è del 1995. Ha ben trentun anni. Non è cambiato niente. Quella rabbia che cova da decenni è fuoriuscita aggressiva, potente, spaventosa e affascinante. È stata repressa tutto questo tempo, nascosta sotto la bella patina dei social e delle notizie di tortellini al TG, ma adesso ruggisce, vuole attenzioni, vuole ottenere ciò che vuole, costi quel che costi. “Il futuro siete voi”. I grandi ce lo dicono sempre, ma ci lasciano un mondo infangato, sporco, povero e lurido e non sappiamo cosa farne. Noi, che non abbiamo fatto niente, dobbiamo rimediare agli anni di spazzatura portata avanti da altri. Ora pretendiamo che questa spazzatura venga raccolta da chi l’ha buttata a terra e vogliamo tutto pulito per poter migliorare. E invece… I manifestanti muoiono, i poliziotti vengono feriti, ci odiano tutti, ci danno dei fannulloni, che non sappiamo fare nulla, che siamo inutili.
Su TikTok è spopolato il trend “I was looking for a job… and then I found a job” dove i nostri coetanei mettono gli screenshot delle chat con i loro capi che pagano spiccioli all’ora. Siamo stanchi. Siamo stanchi davvero. Dove sarà il nostro futuro se tutto andrà avanti così? Dove saremo noi? Una generazione morta, un fiore reciso sul nascere. I petali strappati, gettati a terra e calpestati. Questo è ciò che sta succedendo. Eppure continuiamo a pensare alle mondanità e al mondo dei VIP invece di preoccuparci dell’assenza di soldi per la benzina, dell’assenza di cibo nei supermercati. I negozi 0,99 cent sono diventati 1,20 euro e le Goleador sono passate da 10 cent a 20. Il costo della vita si alza e la vita rimane la stessa. Come può una famiglia sopravvivere con un solo stipendio? E poi si meravigliano della nostra rabbia.
La Haine è in bianco e nero perché è eterno. Tra il 1995 e il 2026 non ci sono differenze. Incredibile vero? Saïd verso la fine del film cambia la scritta “Le Monde est à vous” in “Le Monde est à nous”. Il mondo è nostro. Caro Saïd, che hai perso due amici a causa di questa rabbia, il mondo purtroppo non è ancora nostro, ma lo sarà. Si spera.
Adulti, persone che non credono in noi, ascoltateci! Noi siamo il futuro. Dateci la possibilità di imparare, di crescere, guardate la nostra rabbia e ascoltatela mentre ruggisce vi prego! Come farete a capirci se non scendete dal piedistallo? Come farete a capirci se non vi fermate a coltivare il fiore, ma vi limitate a reciderlo, senza neanche dagli la possibilità di farlo crescere? La società è un uomo che precipita da un palazzo di 50 piani. Piano dopo piano ripete: fin qui tutto bene. Il problema non è la caduta, è l’atterraggio.
L'autrice / autore
Fiorentina d’adozione, sono appassionata di storia, arte, letteratura e psicologia e adoro i film e le serie tv. Spesso penso troppo e occasionalmente dò consigli di vita. Leggo per imparare, scrivo per informare.


