Papa Leone XIV presenta (per la prima volta con la propria presenza) l’enciclica che affronta i rischi e i dilemmi del nostro tempo. Le AI non possono essere lasciate in mano alle aziende che le stanno sviluppando e il cui unico scopo è il profitto. Diamo spazio alle fragilità dell’essere umano
di Ginevra Malavolta
Lunedì 24 maggio è uscita la prima enciclica di Papa Leone XIV, ed è dedicata in gran parte agli effetti dell’intelligenza artificiale sull’umanità e sulla necessità di governarla, di affrontare i rischi e i dilemmi etici per custodire l’umanità e le democrazie. Il titolo è Magnifica humanitas, Umanità magnifica, e nel sottotitolo spiega di essere un testo «sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale».
Nel lungo testo – quasi 36mila parole nella versione italiana – Leone XIV invita a riconoscere le AI come una tecnologia che farà sempre più parte della nostra esistenza, e che per questo deve essere governata per evitare che crei non solo disparità, ma anche una «disumanizzazione». E c’è una parola che ritorna spesso: relazione. Che forse è la chiave per orientare l’essere umano in un tempo che sembra aver trasformato tutto in velocità, consumo e prestazione.
Il nuovo documento del pontefice arriva in un momento storico attraversato da guerre, crisi ambientali, polarizzazione politica e solitudine sociale. E forse proprio per questo colpisce il tono scelto da Leone XIV: meno severo, meno distante, più vicino alle inquietudini quotidiane di una generazione cresciuta nell’incertezza.
L’enciclica non parla soltanto ai credenti. Anzi, in diversi passaggi sembra rivolgersi soprattutto a chi si sente lontano dalle istituzioni (comprese quelle religiose) ma continua a cercare parole credibili con cui leggere il presente.
Uno dei temi centrali è quello della fragilità. Secondo il Papa, la società contemporanea tende a nascondere tutto ciò che appare debole: la povertà, la sofferenza psicologica, la paura del fallimento, persino il bisogno degli altri. Eppure, scrive il pontefice, è proprio da questa fragilità condivisa che può nascere una comunità autentica.
In un’epoca dominata dai social network e dalla continua esposizione di sé, Leone XIV mette in guardia anche dal rischio di “vivere permanentemente osservati”, confondendo la connessione digitale con la vicinanza reale. Non c’è una condanna totale della tecnologia, ma una domanda precisa: quanto spazio resta, oggi, per il silenzio, l’ascolto e la riflessione?
Negli aspetti più pratici e terreni, l’enciclica invita i governi a regolamentare le AI, che altrimenti vengono gestite interamente dalle aziende private che le stanno sviluppando, le cui logiche sono legate al profitto e non certo al bene comune. Bisogna istruire i più giovani – dice l’enciclica – in modo che possano avere da subito un approccio critico verso questa tecnologia e i governi devono proteggere i bambini dai contenuti violenti e che sessualizzano i corpi umani.
Sono temi che parlano soprattutto ai più giovani. Non perché l’enciclica utilizzi un linguaggio “giovanile” ( scelta che spesso produce l’effetto opposto) ma perché affronta questioni che molti ragazzi vivono ogni giorno: ansia da prestazione, paura del futuro, precarietà economica e difficoltà nel costruire relazioni stabili.
L’enciclica è molto innovativa (partendo dal fatto che per la prima volta è il Papa stesso a presentarla), e proprio per questo è divisiva. Alcuni ambienti progressisti reclamano aperture più nette su diversi temi etici e civili, mentre le componenti più conservatrici guardano con sospetto al tono dialogante scelto dal nuovo pontefice. Ma forse il centro dell’enciclica non è questo.
La vera domanda posta dal Papa sembra essere un’altra: è ancora possibile costruire una società fondata sulla cura reciproca invece che sulla competizione continua?
In un panorama pubblico dominato spesso dalla rabbia e dalla semplificazione, Leone XIV sceglie invece un linguaggio lento, quasi controcorrente. E proprio per questo destinato probabilmente a far discutere.
Ecco il testo completo dell’enciclica
L'autrice / autore
Ciao! Sono Ginevra Malavolta, e quando non sono persa in un libro mi piace esplorare nuovi posti, alla ricerca di nuove meraviglie… come le chiese, o le mostre, o i festival…


