Sull’onda del successo raccolto dalla serie Tv Off Campus, abbiamo intervistato Marilena Barbagallo, autrice del genere editoriale che va forte anche in libreria
Il tredici maggio Prime Video ha lanciato Off Campus, serie romance tratta da The Deal di Elle Kennedy. Il successo è stato eclatante: con oltre trentasei milioni di spettatori in soli dodici giorni, si è affermata come il terzo maggior successo della piattaforma.
Tuttavia, questo è solo l’ultimo dei successi romance di Prime Video, che sembra starsi specializzando sempre più nell’ambito di questo genere, tanto da essere definita da alcuni “il Wattpad della TV”.
Ma come mai il genere romance sta avendo tanto successo, sia nella letteratura che nella cinematografia? Ne abbiamo parlato con Marilena Barbagallo, autrice romance (nella foto), che ha risposto alle nostre domande il 12 giugno durante il firmacopie di Lui vuole tutto, che è tornato nelle librerie a dieci anni dalla prima pubblicazione.
Riportiamo di seguito l’intervista per GenerazioneNews (visibile anche a questo link https://youtu.be/LvJlUpJrLw0)
Lui vuole tutto torna in libreria dopo tanto tempo: come è cambiato il tuo approccio a questa storia?
Inizialmente, quando ho saputo che avrei pubblicato in libreria, il mio pensiero è andato alle nuove generazioni. Mi sono chiesta se il modo in cui io scrivevo una decina di anni fa potesse essere ancora accolto, con i giovani di oggi. Rileggendo durante la fase di editing, abbiamo notato con le mie editor che effettivamente la voce era molto adattabile ai tempi di oggi. Quindi la mia paura, che era quella di non trovare Lui vuole tutto attuale, è sfumata via, perché invece la storia e il modo di raccontarla è estremamente attuale e adatto ai giovani di oggi.
Hai percepito un cambiamento nel modo in cui i ragazzi si approcciano a queste storie e anche rispetto a qual è la richiesta editoriale nel pubblicare un libro romance?
Sì, oggi i lettori consumano i libri come se li divorassero. Sono sempre molto più veloci nella lettura, cercano sempre storie al limite che si spingano oltre e quindi per questo Lui vuole tutto si adattava molto bene all’epoca che stiamo vivendo. Ciò che ho notato è che si ha questa fretta di leggere tanti libri e a volte non si assapora molto una lettura perché si ha voglia di passare alla successiva, di scegliere il testo che va più di moda. Quindi rispetto a un tempo, oggi c’è un consumo molto più importante di libri, soprattutto quelli appartenenti al BookTok, che dieci anni fa non esisteva.
Oggi senza i social, non sarebbe stato possibile raggiungere le librerie e raggiungere un certo numero di lettori. Con TikTok si è amplificata ancora di più questa cosa perché se prima avevamo delle lettrici un po’ più grandi, un po’ più adulte che restavano dietro lo schermo, oggi abbiamo lettrici molto più giovani che invece si mostrano e si mettono in prima linea anche a diffondere i libri, contrariamente a quanto accadeva una volta, quando esistevano soltanto i blog dove veniva scritta la recensione e finiva tutto lì. Oggi, invece, c’è uno scambio intenso di opinioni live.
Come avevi anticipato anche tu, c’è il fatto anche che l’età di lettura dei romance si è abbassata molto, tanto che ci sono ragazzi che in prima media hanno già letto Love Me, Love Me. Secondo te l’autore ha in qualche modo anche una certa responsabilità nell’avvertire il lettore di quello che troverà quando si tratta di temi legati a possesso, relazioni tossiche, contenuti espliciti o deve essere una responsabilità del libraio e magari del lettore stesso?
Io non credo che sia una responsabilità di chi scrive, anche perché se un ragazzo entra in libreria ha accesso anche al reparto thriller, ad esempio, e nei thriller ci sono dei romanzi che sono molto cruenti, quindi non credo sia una responsabilità del lettore. Il libraio può ovviamente indirizzare verso il genere più giusto per un ragazzino, quello sì, però secondo me tutto dipende da quanto stanno vicini i genitori ai ragazzi.
Se un genitore compra un libro a scatola chiusa, poi non può lamentarsi del fatto che gli ha messo in mano un libro che non è adatto alla sua età. Quindi è bene parlarne, è bene che i genitori si informino su cosa leggono i figli e va anche bene che leggano dei libri che sono un po’ oltre al loro genere di età, purché comunque ci sia una comunicazione e si capisca se hanno capito loro in prima persona cosa hanno letto, magari anche spiegando ed approfondendo. Io non sono per negare a prescindere le cose, anzi.
Ma pensi che questo abbassamento generale dell’età dei lettori romance e dell’accesso a questi contenuti può impattare il modo in cui le generazioni future si approcceranno alle relazioni?
No, secondo me no. Io sono una lettrice di thriller, ma non ho mai avuto istinti omicidi per qualcuno o voglia di rapire la gente e chiuderla in un sottoscala, per cui non credo che questo possa andare a compromettere le relazioni, anzi credo invece che spesso le protagoniste femminili di questi romanzi riescano a insegnare qualcosa alle ragazze di oggi.
Al contrario, se noi ad esempio vediamo le protagoniste come eroine, pensiamo: “oh Dio, vorrei essere come lei, vorrei fare come ha fatto lei, vorrei essere decisa e determinata come la protagonista”. Credo quindi che possano invece aiutarli a formarsi e a prendere come esempio realtà che si sa in partenza essere finzione.
Io penso che ci sia un brutto pregiudizio sui lettori di romance, che è quello di credere che siamo tutti stupidi, non è così, sappiamo che se stiamo leggendo un fantasy domani non andiamo a cavalcare un drago, stessa cosa nel romance, è semplicemente una storia che fa evadere, tutto qui, non credo che ci sia qualcuno che vuole essere rapito da Krum [protagonista di Lui vuole tutto], assolutamente no.
Ma cosa cercano le lettrici quando si approcciano al romance o al dark romance?
Secondo me cercano delle emozioni forti, delle emozioni che nella vita di tutti i giorni non potrebbero vivere e questo non significa che le persone abbiano dei problemi mentali nel desiderare di vivere in una gang, in un gruppo mafioso o in mezzo ai criminali.
Semplicemente, abbiamo quella ricerca dell’adrenalina, quella voglia di arrivare al limite, ma anche l’intenzione di andare a scavare dentro noi stessi in quelle parti più oscure.
Tutti noi abbiamo dei lati oscuri, che però non possiamo far emergere nella vita di tutti i giorni perché abbiamo una morale, abbiamo una coscienza, quindi attraverso queste storie forse ci facciamo ogni tanto una passeggiata con i nostri demoni, il che non guasta perché alla fine poi chiudiamo il libro e tutto finisce lì.
Ritorniamo un attimo al libro Lui vuole tutto. Il titolo stesso suggerisce il desiderio, l’ambizione e il possesso: questa idea del volere tutto, secondo te oggi che valore ha e come si può leggere? Cioè cos’è quel tutto che oggi Krum potrebbe volere?
Secondo me è lo stesso, tutto uguale a quello che voleva prima: quel tutto lui inizialmente lo vede come una pretesa, un autodefinirsi, un essere prepotente nei confronti della vita e dei vari personaggi, ma con quel tutto alla fine del libro lui intende praticamente la completezza di sé stesso.
A Krun mancavano tante luci dentro, era pieno di ombre, quindi Lui vuole tutto inizialmente era nato come una frase potente che può sembrare aggressiva, ma in realtà è un completamento di sé stesso, un chiudere un cerchio e ritrovare la sua anima integra.
Dopo lui vuole tutto, cosa vorresti che rimanesse ai lettori una volta che verrà chiusa l’ultima pagina?
Un bel ricordo del personaggio. In passato ho già avuto a che fare con questa pubblicazione in altre sedi, in altri modi, e devo dire che la cosa più sorprendente di questo libro è che chi lo legge ricorda veramente il personaggio, ricorda il carattere del personaggio, se legge una frase tipica di lui capisce che l’ha detta lui, quindi vorrei che rimanesse proprio il ricordo del protagonista, quasi come se fosse un amico che vai a trovare ogni tanto, apri il libro e lo saluti così.
Di Ginevra Malavolta e Lavinia Mocanu.
L'autrice / autore
Ciao! Sono Ginevra Malavolta, e quando non sono persa in un libro mi piace esplorare nuovi posti, alla ricerca di nuove meraviglie… come le chiese, o le mostre, o i festival…


