cosa ci insegna il nuovo libro di Fumettibrutti sulla realtà dei giovani queer

Nasciamo tutti immersi in storie che cercano di incasellarci, di dirci chi dobbiamo essere
prima ancora che riusciamo a capirlo da soli. Spesso pensiamo che la sofferenza legata alla
nostra identità sia un fatto privato, un nodo stretto da sciogliere in solitudine tra le quattro
mura di una cameretta. Ma quando ti capita tra le mani un libro capace di toccare la materia
più dura con disarmante naturalezza, capisci che la tua esperienza personale non è un caso
isolato: è la fotografia di una generazione intera.
È esattamente questa la sensazione che si prova leggendo in Cigni selvaggi, l’attesissimo
romanzo di Fumettibrutti, pseudonimo della scrittrice e artista Josephine Yole Signorelli
(edito da Feltrinelli), che esce oggi in libreria. Conosciuta e amata per la potenza visiva e
autobiografica delle sue graphic novel, l’autrice entra nel mondo della narrativa pura
rielaborando in chiave contemporanea, e volutamente “sbagliata”, la celebre fiaba di Hans
Christian Andersen. Ma se nella fiaba classica i protagonisti subiscono un maleficio, qui la
protagonista compie l’atto più rivoluzionario possibile per un giovane oggi: rifiuta di
“formarsi” secondo le aspettative opprimenti della famiglia e della società, scegliendo invece
di trasformarsi per diventare finalmente sé stessa.
Il percorso della protagonista, sospeso tra il sogno salvifico dei fumetti e i traumi di un
quotidiano ostile, si scontra con una realtà che noi giovani queer conosciamo fin troppo bene.
La violenza psicologica, il senso di alienazione e la paura costante non sono espedienti
letterari. Sono il pane quotidiano in un Paese in cui l’omofobia e la transfobia restano
minacce strutturali e quotidiane.
I dati reali, purtroppo, non fanno che confermare questa urgenza. Secondo il report di Gay
Helpline, ogni anno in Italia si registrano migliaia di segnalazioni di discriminazione. Il dato
più allarmante riguarda proprio l’ambiente che dovrebbe essere il più sicuro: la famiglia. Tra
le persone che si rivolgono ai servizi di accoglienza per sfuggire a violenze e maltrattamenti
domestici legati all’orientamento sessuale o all’identità di genere, oltre il 70% ha un’età
compresa tra i 15 e i 26 anni. A questo si aggiunge la sistematica violenza psicologica e
fisica che i minori LGBTQIA+ subiscono nei contesti di socializzazione: le statistiche
presentate in occasione della recente Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia
rivelano che l’85% dei minorenni queer ha subito almeno una forma di violenza nel corso
della propria vita.
Questi numeri non sono semplici statistiche da ignorare. Raccontano di ragazzi e ragazze che,
proprio come la protagonista di Cigni selvaggi, si trovano a dover lottare contro il mondo
intero solo per il diritto di esistere senza nascondersi. Leggendo le pagine del romanzo, il
dolore individuale si specchia in quello collettivo, trasformando l’isolamento in una richiesta
di ascolto che non può più essere rimandata.
Cigni selvaggi ci ricorda che la trasformazione non è mai un percorso indolore. Ma ci mostra
anche che, nonostante i nodi familiari e le ferite inflitte da una società intollerante,
rivendicare la propria unicità è l’unico modo che abbiamo per spiegare le ali. Spetta a noi,
come comunità e come testata studentesca, continuare a scrivere, a informare e a fare rumore,
affinché nessun giovane debba più sentirsi un “anatroccolo sbagliato” in un mondo che si
rifiuta di vederlo splendere.

L'autrice / autore

Ciao! Sono Ginevra Malavolta, e quando non sono persa in un libro mi piace esplorare nuovi posti, alla ricerca di nuove meraviglie… come le chiese, o le mostre, o i festival…