Slasher è un cortometraggio thriller / horror, scritto e diretto da Deleo Ballantini (classe ‘05), pubblicato su YouTube.
di Edoardo Vianello
Già al suo ottavo progetto, Ballantini crea una storia carica di tensione e angoscia, alternata a momenti divertenti e quasi ridicoli. Questo dualismo si fonda sul contrasto tra le vicende di tre ragazzi spensierati, che ad esempio giocano a basket o chiacchierano scherzosamente, e la presenza di un uomo mascherato che li osserva da lontano, ma che sembra sempre più vicino.
Il regista firma il suo cortometraggio più coerente, crudo e preciso, sia sul lato tecnico che su quello narrativo, riuscendo a finalizzare una storia avvincente in poco più di 13 minuti senza fruire di finali aperti o volontariamente criptici, seppur a loro volta singolari. Forse una svolta, quella di Ballantini, verso un cinema più orientato alla paura che nasce dal terrore della lama, piuttosto che dai mostri del passato e dagli incubi ossessivi (faccio riferimento in particolare a Oniric e Apri gli occhi). Slasher, infine, prende senza dubbio ispirazione da alcuni grandi cult del cinema horror, ma riesce comunque a raccontare qualcosa di già narrato con un taglio moderno, riuscendo ad unire elementi eterogenei e farli risaltare in un finale ad impatto violento.
Per conoscere qualche curiosità, retroscena e idee che stanno dietro a Slasher, ho fatto alcune domande proprio all’autore del cortometraggio.
Partiamo dall’origine: com’è nata l’idea per questa storia e quali sono le influenze dentro Slasher?
L’idea nasce dalla scelta di voler fare un cortometraggio di genere, appunto, “slasher”, dove di base c’è un serial killer che uccide più persone, ed è sicuramente una novità rispetto ai miei corti precedenti dove non esiste un vero e proprio assassino. Essendo un grande fan degli slasher americani (anche di serie b), ho sempre desiderato di fare qualcosa di simile. Intorno a questa base ho creato tutt’intorno la trama con protagonisti dei ragazzi e con un finale che definirei critico. Le influenze su Slasher sono sicuramente la saga di Scream di Wes Craven, uno dei maestri del genere che ammiro di più, sicuramente il primo Halloween di John Carpenter, che tratta questo tipo di film ponendo come protagonista l’attesa (il killer si nasconde, fissa le sue future vittime, stalkera ecc.) e, ovviamente, anche i maestri del cinema italiano come Dario Argento su tutti, ma anche Lucio Fulci e Mario Bava.
E’ stato difficile mettere in scena tutto il cast? Ci sono stati degli imprevisti durante le registrazioni o è filato tutto liscio?
Non ci sono stati troppi problemi perché conosco tutte le persone del cast, in particolare i tre ragazzi protagonisti. Sapendo che avrebbero dovuto ricoprire la maggior parte delle scene e dei dialoghi del corto pur non essendo professionisti, ho sfruttato la mia conoscenza del loro modo di fare e di parlare costruendo dei personaggi che fossero simili ai loro caratteri. Da qui si sono create delle scenette comiche che risultano piuttosto realistiche in virtù della chimica che unisce i tre ragazzi. Per quanto riguarda il finale invece, senza fare spoiler, è stato più laborioso: avendo tante persone da gestire per la prima volta non è stato facile, ma comunque sono soddisfatto del risultato.
In molti film horror e non solo viene utilizzata una maschera per celare l’identità di un personaggio. In Slasher viene usata dal killer ed è piuttosto espressiva. Com’è stata creata questa maschera e che cosa rappresenta all’interno del cortometraggio?
La maschera è stata disegnata e creata da me, grazie anche all’esperienza dei cinque anni di liceo artistico. Per il disegno sono partito chiaramente dalla maschera di Scream, ma ho voluto aggiungere altri riferimenti, in particolare dalle maschere teatrali antiche. La combinazione di questi due elementi ha dato vita alla maschera utilizzata del cortometraggio. È stata fatta con la cartapesta da me e mio padre, stesa su una testa di polistirolo e modellata per rendere il volto espressivo ed inquietante.
Il cortometraggio è dedicato a Federico Frusciante, critico cinematografico molto rispettato e polarizzante, purtroppo venuto a mancare a febbraio di quest’anno. Chi è stato per te e cosa ha rappresentato nella tua carriera, seppur sempre agli albori, da regista?
Federico per me ha significato tantissimo: l’ho conosciuto prima come persona, essendo che abito vicino al Videodrome, storica videoteca di Livorno di Frusciante. Con il tempo poi ho iniziato a conoscerlo anche sui social come critico, con le monografie e con le recensioni che mi hanno formato e fatto diventare un cinefilo. Mi ha consigliato moltissimi film, autori e stili di cinema, e anche quando non ero d’accordo con lui era sempre interessante sentirlo parlare. Quando il Videodrome ha chiuso, per fortuna mio padre è rimasto in contatto con Federico e quando ho scelto di iniziare a girare cortometraggi ho avuto la possibilità di farglieli vedere e di sentire le sue opinioni a riguardo ricevendo anche molti complimenti, per me fondamentali, soprattutto tendendo a mente che è sempre stato un critico senza mezzi termini, schietto e brutalmente onesto. La scomparsa di Federico lascia un vuoto enorme, per tantissimi ragazzi e anche per me. Questo corto è dedicato a lui perché quando buttavo giù le idee pensavo continuamente alla sua reazione quando gliela avrei fatta leggere. Quando ho saputo della sua morte, oltre al grande dolore e al dispiacere, questo pensiero è crollato tutto d’un colpo: lì ho capito quanto fosse realmente importante per me la sua opinione sui miei lavori. Dedicarlo a lui quindi è stato naturale, perché è giusto che sia ricordato ed è giusto che questo cortometraggio che è stato scritto, ideato e girato pensando a Federico sia in ricordo di ciò che è stato per tantissime persone. Inoltre, in Slasher ci sono alcune citazioni segrete che ho ideato per giocare proprio sul legame tra il corto e Federico.
Ultima domanda guardando al futuro: quali sono i tuoi prossimi progetti? Questo cambiamento di rotta verso lo “slasher” (appunto), era solo temporaneo o vedremo altri cortometraggi in questo stile?
Recentemente ho concluso il soggetto di un nuovo cortometraggio, stavolta non a tema horror. Da grande fan di Tarantino e Scorsese, ho scelto di cambiare un po’ e virare sul crime / thriller. La sceneggiatura deve essere ancora scritta, e idealmente dovrei iniziare a girarlo nel mese di agosto. Se poi Slasher avrà un buon successo, potrei anche pensare di portarlo avanti come una mini saga di cortometraggi o comunque fare degli altri prodotti di questo genere. È ancora tutto da vedere, chissà cosa mi riserverà il futuro.
L'autrice / autore
Vivo intrappolato in un circolo vizioso fatto di libri, fumetti e cinema. Cerco ispirazioni nella storia della politica e nella politica dentro la Storia. Per i problemi più grandi di me, mi affido alla Filosofia.
Livorno


