C’è un’età per cambiare il mondo? Questa sembra essere la domanda che si pone “Greta e le favole vere”, il nuovo film di Bernardo Carboni, che vede come protagonista Sara Coccia, in uscita al cinema il 6 agosto.
“Non voglio promesse false, ma favole vere”, questa è la frase che ci ha colpiti di più, quando l’abbiamo visto in anteprima al Giffoni Film Festival.
Di fatto Greta e le favole vere parla di speranza, di sogni, ma soprattutto di come le storie, se fatte proprie, hanno il potere di cambiare il mondo.
La storia di Greta, una bambina di dieci anni che, ispirata dalle battaglie di Greta Thunberg, decide di portare avanti la lotta ambientalista liberando un cucciolo di orso, ha dell’impossibile.
Ci sembra assurdo che una bambina possa davvero fare la differenza, cambiare il mondo. Ed è proprio questo il punto: “Greta e le storie vere”, oltre a voler sensibilizzare sul tema della cura dell’ambiente (molto caro al regista e al cast, che durante l’anteprima ha detto di sognare un mondo senza guerre, inquinamento e energia non rinnovabile), vuole far riflettere dulla concezione del limite: cosa è davvero impossibile? Siamo sicuri che quando diciamo che non si può fare non ci stiamo solo nascondendo dietro la paura di fallire o la fatica del superare le difficoltà?
Ed è proprio per questo che il film è rivolto principalmente ai giovani: perché sono loro che possono fare la differenza e che hanno bisogno di essere incoraggiati a inseguire i propri sogni, anche quando sembra impossibile
L'autrice / autore
Ciao! Sono Ginevra Malavolta, e quando non sono persa in un libro mi piace esplorare nuovi posti, alla ricerca di nuove meraviglie… come le chiese, o le mostre, o i festival…


