Barbero racconta San Francesco: chi era davvero?

di Mattia Lo Coco

Lo storico più famoso d’Italia racconta quello che ha scoperto sulla vita e sulle leggende che riguardano il Santo di Assisi presentando il suo nuovo libro

Bagno a Ripoli (in provincia di Firenze) ha vissuto una giornata memorabile con la presentazione del nuovo libro di Alessandro Barbero dedicato a San Francesco d’Assisi. L’evento, ospitato nella biblioteca comunale, ha visto una grande partecipazione di pubblico, come sottolineato dal sindaco, che ha espresso il suo entusiasmo per la presenza del celebre storico e scrittore. ” È una bellezza vedere tante persone qua nella nostra biblioteca ed è un orgoglio e un onore avere qui il professor Alessandro Barbero. Il suo contributo arricchirà la nostra comunità”, ha dichiarato il sindaco Francesco Pignotti. La presentazione è stata moderata dal professor Paolo Pirillo e da Silvia Diacciati, che hanno dialogato con Barbero su vari aspetti della figura di San Francesco.

La scelta del titolo: perché “San Francesco”?
La prima domanda posta dal professor Pirillo ha riguardato la scelta del titolo del libro. Perché Barbero ha deciso di chiamarlo “San Francesco” e non “Francesco d’Assisi” o “Frate Francesco”? Barbero ha spiegato che la scelta non è casuale, ma riflette il punto di vista delle fonti storiche. “San Francesco è una figura del nostro immaginario collettivo, ma per lo storico è difficile capire cosa sappiamo davvero di lui. Tutto ciò che sappiamo di un uomo vissuto 800 anni fa lo sappiamo attraverso testimonianze scritte da lui o da chi lo ha conosciuto. Queste testimonianze, però, non sono mai neutre: chi racconta ha sempre un interesse, un punto di vista”, ha affermato Barbero.


Il professore ha sottolineato come le diverse versioni della vita di Francesco siano spesso contraddittorie, influenzate dalle intenzioni e dalle convinzioni di chi le ha scritte. ” Io non ho cercato di scremare le informazioni per dire cosa è successo davvero. Ho cercato di raccontare tutte le versioni, perché ogni racconto aggiunge un significato ai fatti e ci permette di comprendere meglio la figura di Francesco”, ha aggiunto.

Francesco e il lebbroso: un episodio simbolico
Un altro tema affrontato è stato l’episodio dell’incontro di Francesco con il lebbroso, un momento cruciale nella sua vita. Barbero ha raccontato le diverse versioni di questo evento, che variano a seconda delle fonti. ” Un frate scrive che Francesco ha abbracciato il lebbroso e ha cambiato vita. Un altro dice che il lebbroso è scomparso subito dopo l’abbraccio, rivelandosi un’apparizione. Un terzo aggiunge che il
lebbroso era Cristo stesso. Questi racconti non sono solo descrizioni di fatti, ma interpretazioni che cercano di dare un significato spirituale agli eventi”, ha spiegato.


La trasformazione di Francesco e la nascita dell’ordine francescano
Barbero ha poi approfondito il contesto sociale in cui Francesco è cresciuto, descrivendo la sua evoluzione da figlio di mercanti a fondatore di un ordine religioso. “Francesco era un giovane ricco, figlio di mercanti, che amava spendere e divertirsi. Poi, dopo un incontro con un lebbroso e una serie di esperienze personali, ha deciso di cambiare vita radicalmente, abbracciando la povertà e la penitenza”, ha
raccontato.
Il professore ha evidenziato come Francesco, pur ribellandosi al suo ordine sociale, non abbia mai criticato i ricchi o la Chiesa. ” Francesco non ha mai detto che tutti dovessero vivere come lui. Ha sempre rispettato la gerarchia sociale e ha concepito la povertà come una scelta personale, non come una critica agli altri”, ha sottolineato.


Il rapporto con Santa Chiara e le donne
Un tema che ha suscitato grande interesse è stato il rapporto di Francesco con le donne, in particolare con Santa Chiara. Il professor Pirillo ha chiesto: “Francesco amava tutte le creature, anche le più umili, ma aveva un problema con le donne. E poi c’è Santa Chiara. Come si spiega questa contraddizione?”
Barbero ha risposto che il rapporto di Francesco con le donne è uno degli aspetti più complessi e spiazzanti della sua figura. ” Negli ultimi anni della sua vita, Francesco diceva cose misogene, invitava i frati a stare alla larga dalle donne. Eppure, all’inizio della sua esperienza, concepiva il suo movimento come aperto anche alle donne. Ha accolto Chiara, l’ha aiutata a scappare di casa, le ha tagliato i capelli come segno di penitenza e ha trovato un monastero per lei e le sue compagne. È evidente che Francesco è cambiato nel corso della sua vita”, ha spiegato.


L’incontro con il sultano: tra storia e leggenda
Un altro episodio emblematico della vita di Francesco è stato il suo incontro con il sultano durante una crociata. “Francesco non è andato dal sultano per dialogare, ma per predicare e cercare di convertirlo al cristianesimo. Tuttavia, il sultano lo ha accolto con grande rispetto e piacere, riconoscendo il terreno comune tra cristianesimo e islam”, ha raccontato Barbero.
Il professore ha anche sottolineato come questo episodio sia stato successivamente arricchito di dettagli leggendari, come la sfida di Francesco al sultano di camminare sul fuoco. ” Questa parte è stata inventata successivamente per aggiungere significato all’episodio. È un esempio di come la figura di Francesco sia stata reinterpretata nel tempo”, ha aggiunto.


La morte di Francesco e il culto delle reliquie
Infine, Barbero ha parlato della morte di Francesco e del culto delle reliquie nel Medioevo, un aspetto che rivela molto della mentalità dell’epoca. “Francesco era considerato una reliquia già da vivo. La gente lo seguiva per toccarlo, per avere un pezzetto della sua tonaca. Quando è morto, la sua salma è stata subito protetta, perché la popolazione di Assisi temeva che venisse trafugata da altre città”, ha raccontato.
Il professore ha spiegato come i miracoli fossero percepiti nel Medioevo. “I miracoli non li fa il santo, li fa Dio su intercessione del santo. I miracoli dimostrano che il santo è vicino a Dio, ma non sono la ragione della sua santità. La gente comune, però, voleva i miracoli, e questo ha influenzato anche le biografie di Francesco, che col tempo hanno aggiunto sempre più episodi miracolosi”, ha spiegato.


L’incontro si è concluso con un caloroso applauso del pubblico, che ha dimostrato di aver apprezzato non solo la profondità delle riflessioni di Barbero, ma anche la sua capacità di rendere viva e umana una figura così complessa come quella di San Francesco. “Francesco è un uomo pieno di contraddizioni, come tutti noi. Ed è proprio in queste contraddizioni che risiede la sua grandezza”, ha detto Barbero, lasciando il pubblico con un sorriso e una riflessione che continuerà a risuonare a lungo.

L'autrice / autore

Sono Mattia, quello che viaggia sulle due ruote con il vento fra i capelli, pronto a vivere ogni istante al massimo. Amo spingermi ai limiti delle emozioni e vivere in compagnia delle persone che mi fanno vibrare il cuore. Pronti a partire con me in questa avventura piena di sorprese e divertimento? La vita è troppo breve per non godersela fino in fondo!