Il governo americano e la censura dei libri

di Anastasia Ghezzi

Fahrenheit 451 o realtà?

Immaginate di entrare in biblioteca e scoprire che il libro da voi tanto desiderato è stato censurato. 

Per caso siamo finiti in un mondo distopico? No tranquilli, è solo l’America del XXI secolo.

Negli ultimi anni sono stati messi al bando i libri e i materiali didattici che affrontano temi “potenzialmente legati all’ideologia di genere o ad argomenti discriminatori che propongono l’ideologia dell’equità”. 

Quali sono? Emancipazione femminile, persone di colore, migranti, parità, sessualità. 

Niente più libri sui diritti delle donne, sui diritti e libertà della comunità Lgbtq+, sulla sessualità, sui migranti, sulle persone di colore e anche sull’Olocausto.

Alcuni dei libri censurati

Anna dai capelli rossi, Mattatoio n.5, It, Il cacciatore di aquiloni… 

Sono solo alcuni titoli dei libri censurati in America.Tra questi vi sono anche Becoming Nicole di Amy Ellis Nutt, un saggio sul percorso di una famiglia che arriva ad accettare la figlia transgender; Freckleface Strawberry di Julianne Moore, la storia semplice di una bambina che si sente diversa dagli altri perché ha le lentiggini, ma impara ad accettarsi;

L’occhio più azzurro di Toni Morrison, che racconta la storia di una bambina che, maltrattata per il colore della sua pelle, vive col costante desiderio di avere due occhi azzurri; Maus di Art Spiegelman, un grafic novel che racconta l’Olocausto rappresentando gli ebrei come topi e i nazisti come gatti, mostrando con chiare immagini il dolore e la disperazione di quei momenti passati nel campo di concentramento; 1984 di George Orwell, libro scandalo al tempo di pubblicazione e a quanto pare anche oggi, vietato per la critica ai regimi totalitari, per i contenuti troppo inquietanti che potevano risultare disturbanti per i giovani e per il linguaggio esplicito; è stato bandito anche Piccole Donne di Louisa May Alcott per la rappresentazione di ruoli di genere non conformi alla tradizione e al pensiero troppo progressista. Non sono stati censurati soltanto interi libri, ma anche singoli capitoli: come, per esempio, un lezioni di un corso avanzato di psicologia per studenti delle scuole superiori su genere e sessualità, oppure una lezione per gli alunni di quinta elementare su come l’immigrazione colpisca gli Stati Uniti.

Chi c’è dietro al fenomeno della censura?

Negli USA le scuole pubbliche sono gestite dai distretti scolastici, dei veri e propri organi politici provvisti di un consiglio, i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini. Essi mirano a essere eletti per promuovere le proprie idee politiche nella comunità di cui fanno parte. Ciò significa avere un impatto significativo sulle principali dinamiche della pubblica istruzione, tra cui anche la gestione dei curricula studenteschi e l’offerta bibliotecaria dei diversi istituti. Per questo molte delle richieste di divieto di libri provengono dai genitori e dalle associazioni para-politiche, con l’obiettivo di limitare l’esposizione dei più giovani a tematiche “scomode” come la sessualità, l’identità di genere e le storie relative alle minoranze. Questa forma di attivismo rientra nel più generale movimento di controllo-attacco alla cultura che movimenti politici tentano di portare avanti da ormai diverso tempo. 

Uno sguardo ai dati

Nell’anno scolastico 2023-2024 sono stati registrati 10.046 casi di divieti nelle scuole di 29 Stati e 220 distretti scolastici americani, con Florida e Iowa in testa.

Le restrizioni hanno colpito 4.231 titoli, di cui il 44% presentava persone di colore e il 29% protagonisti Lgbtq+. 

Quasi il 60% di questi titoli vietati si rivolgono a un pubblico di giovani adulti e dunque affrontano i temi che riguardano i ragazzi nel mondo reale, tra cui dolore e morte, abuso di sostanze, depressione, problemi di salute mentale e violenza sessuale.

La tendenza, già in atto da anni, punta a “epurare” dalle biblioteche scolastiche tutti quei testi che promuovono la diversità e l’inclusione. Questo fenomeno preoccupa particolarmente perché avviene in un contesto scolastico in cui oltre il 50% degli studenti è composto da minoranze etniche.

Questa censura è un tentativo sistematico di cancellare le storie e i vissuti di comunità storicamente marginalizzate.

Una delle giustificazioni più ricorrenti per la messa al bando di certi testi riguarda la presunta presenza di contenuti sessualmente espliciti.

Tuttavia, solo il 31% dei titoli vietati contiene riferimenti a esperienze sessuali, e appena il 13% presenta descrizioni dirette. La stragrande maggioranza si limita a trattare l’identità di genere o l’orientamento sessuale in modo non esplicito, spesso attraverso personaggi o storie di formazione.

La censura dei libri diventa un attacco alla libertà di ogni individuo. 

Gli autori si sentono minacciati in quello che dovrebbe essere il Paese simbolo di democrazia e libertà. Anche gli educatori e i bibliotecari devono lavorare in ambienti difficili, costantemente osservati dall’occhio indagatore dei novelli tribunali dell’inquisizione. 

Ma i principali bersagli sono gli studenti: viene loro negato il diritto di accedere a larghe porzioni di cultura e sono così limitati nella loro crescita culturale e nello sviluppo della curiosità. 

Rimuovere ai giovani la possibilità di leggere oltre 10.000 libri perché considerati “disturbanti” o perché mostrano opinioni politiche e sociali diverse da quelle in vigore nel paese, è un modo per costruire una società dove le persone sembrano create in serie, dove nessuno si fa domande. 

La lettura offre l’opportunità di distinguersi dalla massa, capire che cosa sta succedendo nel mondo.

La censura dei libri ormai è una cosa conosciuta in tutto il mondo, e il libro distopico di R. Bradbury ne è un esempio. Ambientato in un prossimo futuro, all’inizio del XXI secolo, presenta la società americana ventura, nella quale i libri sono stati messi fuori legge, pertanto leggere o possedere libri è considerato reato. Vi ricorda qualcosa?

“Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.”

L'autrice / autore

Non ho talenti speciali, sono solo “appassionatamente curiosa”, direbbe Einstein se fosse al mio posto.
Tra le colline della maremma grossetana, ho sempre trovato un rifugio nei libri. Le emozioni degli autori attraversano le loro penne, mi sento più vicina a loro ed è così che ho imparato a conoscere veramente il mondo.