Di Marco Gallo
L’energia è alla base del nostro stile di vita: dai mezzi di trasporto, alle comodità di casa e di ogni altro luogo, fino a tutti i prodotti che consumiamo. In un modo o nell’altro, oggi esistono almeno in parte grazie all’impiego di combustibili fossili.
Gli impegni per il contrasto ai cambiamenti climatici sono parte integrante delle agende delle più grandi potenze mondiali, ma la transizione ecologica si sta rivelando molto più complessa di quanto promesso: è continuamente ostacolata da periodi di crisi, dalle lobby dei combustibili fossili, dalle politiche poco lungimiranti del mondo occidentale e da scettici e ottusi di tutti i tipi, vittime di campagne di disinformazione alimentate da giornalisti di parte (e che poco hanno a che fare con la materia) e dagli stessi interessi legati ai combustibili fossili, che hanno contribuito a creare una linea di pensiero contro la “follia del green” ormai molto diffusa e politicamente influente.
È necessario quindi comprendere l’inevitabilità della transizione e che i suoi benefici a lungo termine superano di gran lunga i sacrifici nel breve termine.
Decarbonizzare l’energia alla base di tutte le attività umane è però qualcosa per cui non bastano mosse politiche vaghe, a breve termine e non strutturali, ma per cui servono piani solidi e ben definiti per far sviluppare, incentivare e implementare soltanto le migliori tecnologie, sotto tutti i piani: economico, ambientale, sociale, geopolitico.
Questa rubrica si pone l’obiettivo di analizzare diversi scenari nei settori di trasporti, climatizzazione, industria, generazione di elettricità e argomentare coi dati pro e contro di ciascuna tecnologia, cercando di definire la migliore strategia per arrivare al traguardo, preservando contemporaneamente ambiente e benessere.
Tutti hanno il diritto di avere un’opinione, ma il dovere di averla informata e libera da pregiudizi.
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