Scuole occupate, dilaga la protesta

“Come studentə Occupanti di Firenze, abbiamo deciso di bloccare le nostre scuole in segno di protesta di fronte un governo che prioritizza la guerra a discapito dell’istruzione. Siamo stanchə di un governo che utilizza i nostri spazi come luoghi di propaganda fascista e razzista”

Con queste intenzioni, stamattina, martedì 20 ottobre, gli studenti e le studentesse delle principali scuole di Firenze hanno occupato i propri istituti.

Dal San Giovanni Valdarno, che non aveva mai occupato,  fino al Michelangelo (ora accorpato al Galileo), sono più di dieci le scuole che hanno deciso di coordinarsi in quest’occupazione, che si inserisce nel quadro delle proteste che stanno avvenendo in tutta Europa.

L’occupazione non è contro le presidenze nelle scuole, bensì la matrice è il desiderio di una scuola più sicura (circa il 9% degli istituti italiani manca di certificazione di agibilità e prevenzione anti-incendi), inclusiva (si chiede l’abolizione del tetto massimo di stranieri in classe) e libera. Quello che gli studenti e le studentesse rivendicano dunque non è solo una scuola che non senta l’ingerenza della politica e della censura (imposta da norme come il DDL Valditara sull’educazione sessuo-affettiva), ma anche uno spazio dove ci si senta al sicuro, senza che le forze dell’ordine abbiano la possibilità di “invadere” le aule e gli ambienti scolastici.

Dopo le trentatre persone decedute durante l’ex PCTO, viene chiesta anche l’abolizione della nuova FSL (Formazione scuola-lavoro), “in quanto forma di lavoro non retribuito e spesso fonti di rischio”.

Infine, alla luce dell’ulteriore aumento dei costi del materiale scolastico, si chiede che la scuola sostenga le famiglie nelle spese relative all’istruzione.

Se in alcuni casi gli occupanti hanno dovuto scontrarsi con la chiusura dell’istituzione scolastica (come nel caso del Liceo Porta Romana, attualmente sgomberato), in altri invece, c’è stato anche il supporto dei presidi, come all’IIS Alberti-Dante. Al Liceo Da Vinci, invece, dopo una serie di negoziazioni, la preside ha deciso di non chiamare le forze dell’ordine fino a sabato.

Al Liceo Dante, dove si prospetta un’occupazione di quattro giorni, sono previste attività di riqualificazione degli spazi non curati della scuola, come il giardino e lo studio di registraziome.

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