Perchè i prof non ci capiscono?

Come tanti altri adolescenti, vivo il disagio nelle interrogazioni e non trovo comprensione da parte dei docenti. Ma come mai non accettano le nostre difficoltà?

di Sofia Caputo

La mano che trema , il respiro che manca, le palpitazioni che aumentano, i crampi allo stomaco, la quasi invidia per chi non studia ma rende di più solo perché sta calmo. Quante volte a molti studenti davanti a una verifica orale è capitato provare ciò? Magari a causa di un professore, di una materia specifica oppure semplicemente perché l’ansia li accompagna nella vita e in particolare nella scuola. Ho quindici anni, mi ritrovo in quest’ultimo “gruppo” e le parole che ormai sento di più: “ Rendi nelle verifiche scritte ma alle interrogazioni sembri una persona diversa”, ma loro non sanno che appena mi trovo in quella situazione mi manca l’aria e non riesco a stare ferma e a ragionare.
“Cosa ne sapete voi della vita” questa frase quante volte l’abbiamo sentita da adulti che sminuiscono sempre questi problemi, infatti frequentemente i professori sottovalutano questa situazione. “Ti metto un voto in meno perché mentre parlavi ti si spezzava la voce”, mettendo ancor più angoscia a chi magari sta cercando di affrontare il problema e nemmeno considerano il fatto di poterci dare una mano. Ci trattano come macchinine e non pensano che l’ansia possa far male anche ai ragazzi solo perché sono giovani .
Ovviamente queste “problematiche” vanno superate il prima possibile ma non sempre è semplice e immediato,spesso c’è bisogno di aiuto, il quale però non viene sempre richiesto magari per vergogna o per paura e quindi solo chi passa molto tempo con noi potrebbe aiutarci indirettamente senza demoralizzarci ulteriormente.
Proprio per questo mi piacerebbe chiedere ai professori di cercare di aiutare chi come me prova ciò. Non limitatevi a dirci di superare la situazione senza un consiglio o una parola di conforto, non bisogna essere specialisti per essere persone umane.

L'autrice / autore

Frenquento il secondo anno del liceo Scienze applicate di Arezzo e nella mia vita non so cosa vorrò fare ma sicuramente vorrò aiutare le persone. Amo leggere soprattutto i romanzi rosa, e quando prendo confidenza parlo sempre. Sono ottimista e cerco di vedere sempre il lato buono in tutto e tutti. Amo stare con la mia famiglia, con la mia cagnolina e con le mie amiche.