Consulte degli studenti, quanti progetti. Si parte dal congedo mestruale

Grazie alla Consulta degli studenti di Arezzo, ora anche nelle scuole toscane si può chiedere di attivare questa opportunità (diritto) per le ragazze che soffrono di dismenorrea

di Matilde Zarro

Non è un privilegio, è salute!”, è il titolo dell’evento promosso recentemente dalla Consulta provinciale degli studenti di Arezzo insieme ad altri Organi di rappresentanza (l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Azienda USL Toscana sud-est ) e  rivolto ai dirigenti scolastici e agli studenti rappresentanti di ogni scuola. Primo obiettivo: dare alle studentesse il congedo mestruale in caso di mestruazioni dolorose. 

Ho avuto il piacere di intervistare Gabriele Concilio Gugel (nella foto), presidente della Consulta provinciale degli studenti di Arezzo, e di farmi raccontare gli importanti progetti che stanno portando avanti. Mi è stato confessato durante l’intervista che mesi fa Gabriele si è seduto alla sua scrivania ed ha creato una lista con tutte le cose che vorrebbe migliorare del mondo scolastico. Con un impegno e una passione riguardevoli, un passo alla volta sta riuscendo a rendere ogni punto realtà. 

Gabriele Concilio Gugel

Uno dei primi obbiettivi della lista, forse uno dei più audaci, era proprio il congedo da scuola per dolori mestruali.  È un progetto già attuato in due scuole di Potenza (Liceo Quinto Orazio Flacco e I.I.S Da Vinci- Nitti) ma che, senza la Consulta di Arezzo, sarebbe rimasto completamente estraneo alla Toscana chi sa per quanto altro tempo. Il dolore mestruale, noto in termini scientifici come dismenorrea o menorragie, è un fenomeno estremamente diffuso che colpisce una vasta percentuale della popolazione femminile (si stima che il 91% di donne soffra o abbia sofferto di dolori mestruali), con impatti significativi sulla qualità della vita e sulla produttività lavorativa e scolastica.

 Nonostante molti tabù siano stati in parte scardinati nella nostra società, ancora il ciclo mestruale sembra una vergogna e qualcosa di cui non parlare, o peggio che si sottovaluta. Inserendo questa possibilità nelle scuole non solo si andranno a supportare le studentesse che soffrono di tali condizioni, ma si potrà anche portare alla luce questo tema che per troppo tempo è rimasto nell’oscurità. 

Il progetto però non si limita solo al congedo, infatti, la Consulta insieme all’ Ospedale San Donato di Arezzo, e in particolar modo con il dottor Sommella, ha deciso di creare all’interno dell’ospedale un’area completamente dedicata al trattamento dei dolori mestruali e soprattutto al sostegno delle donne che soffrono di tali patologie. Insieme ai Consultori del territorio, già molto vicini al tema, vogliono “favorire una maggiore attenzione alla prevenzione, alla conoscenza della propria condizione psicofisica e alla tutela della salute”. In questo spazio sarà offerto un percorso terapeutico per alleviare i dolori, accompagnato da visite periodiche. A seguito di tale processo si potrà mandare la richiesta formale alla scuola per il congedo, oppure, sarà possibile farlo attraverso un certificato mandato dal proprio ginecologo. Il congedo prevede fino a due giorni di assenza giustificata al mese e per rispetto della privacy nessuno, né compagni né docenti potrà sapere gli specifici dati sanitari della studentessa, ma basterà indicare genericamente “dismenorrea/menorragia invalidante”. 

Adesso la scelta finale sta solo ed esclusivamente ai singoli istituti, poiché starà ai dirigenti di ogni scuola decidere se inserire questa normativa del proprio Regolamento scolastico. Personalmente ritengo che, anche se solo una scuola aderisse a questa nuova normativa, sarebbe una vittoria non solo per gli studenti, ma per tutto l’Ufficio Scolastico poiché, come già detto in precedenza, è un aspetto della vita femminile che si trova ancora ad uno stato di gestione a dir poco precario in ogni strato della società. 

L’IMPORTANZA DELLE CONSULTE DEGLI STUDENTI

Ogni giorno la maggior parte degli studenti italiani si sente fortemente frustrato nel vedere quante falle ci sono nel sistema scolastico. La scuola è una proiezione della società, ci dovrebbe preparare al “mondo reale”; rendersi conto che anche in una realtà così ristretta ci sono così tante problematiche, almeno per quanto mi riguarda, mi fa sentire come se tutto potesse crollare da un momento all’altro. La verità, però, è che ci sono molte persone che, mentre noi siamo distratti, stanno lavorando duramente per migliorare questo piccolo mondo. L’organo della Consulta provinciale serve proprio a dare voce a tutti gli studenti, però la maggior parte di quest’ultimi non ne conosce nemmeno l’esistenza. Tutte le persone all’interno della Consulta si impegnano giornalmente portando avanti battaglie lunghe e difficili proprio per garantire a noi tutti i diritti che ci spettano, e non dovrebbero rimanere nell’ombra. 

Ormai siamo così tanto abituati alle brutte notizie, alle mancanze, ai problemi che ci siamo completamente anestetizzati nella speranza che il male non arrivi mai a noi direttamente, ma così facendo non solo perdiamo le belle notizie e le innovazioni ma soprattutto le battaglie più importanti. Nel mondo in cui viviamo oggi in cui i diritti vengono violati ogni secondo, abbiamo la possibilità concreta di partecipare a questo cambiamento e a rivendicare ogni nostro diritto, sta solo a noi scegliere se farlo o mettere la testa sotto la sabbia.

“La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare servizi di sostegno e promozione della salute (…), tutelando il diritto dello studente alla riservatezza.” (art. 2 dello Statuto delle studentesse e degli studenti)

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” (art.32 della Costituzione) 

Non è mai un regalo, è un diritto.

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L'autrice / autore

Cresciuta nella campagna aretina con sangue fiorentino. Amo esprimere la mia idea con forza e confrontarmi il più possibile con le persone. Ho perennemente la testa tra le nuvole e mi perdo nei miei pensieri, a volte anche facendomi sovrastare. Mi piace osservare in disparte e studiare le situazioni prima di entrarci dentro. La parola è la mia migliore arma che uso sotto forma di ironia con, in alcune situazioni,un pizzico di arroganza. Psicologa del gruppo e chiacchierona nata.