Da Eros, il bambino ribelle, alle grandi passioni della mitologia: senza questo sentimento non saremmo nulla, tutto ciò che ci circonda nasce dall’amore. Ma per viverlo bisogna accettare il rischio
di Lavinia Mocanu
Molti poeti ne hanno cantato le gesta, anzi il sentimento che scatena. Tutti cercano di definirlo, di evitarlo, di esserne rapiti, ma nessuno riesce a liberarsi dalle sue dolci grinfie… sto parlando di Eros, l’amore. Lui, conosciuto a Roma come Cupido, è bambino sin dalla notte dei tempi, quando nacque dal Caos.

Senza di lui non ci sarebbe assolutamente niente, poiché tutto ciò che ci circonda nasce dall’amore. Secondo alcuni lui è figlio di Afrodite, o Venere, e di Ares, o Marte. È ribelle, fa quello che gli pare e gli piace moltissimo giocare: non a dadi perché lì bara, ma con le persone. È munito di due piccole ali e di un arco e una faretra piena di due tipi di frecce: una che ti fa innamorare perdutamente e l’altra che ti fa odiare a morte. L’uso di queste due frecce lo vediamo benissimo nella storia molto famosa di Apollo e Dafne. Apollo, pure lui munito di arco e frecce, si crede superiore al piccolo Eros e lui, giustamente, gliela fa pagare. Prende le due frecce e le scaglia: quella dell’amore contro Apollo, che lo trafigge completamente, e quella dell’odio contro la giovane ninfa Dafne, che rifugge tutte le proposte di matrimonio e che vuole rimanere vergine per sempre. Ovidio, nel libro I delle Metamorfosi, descrive con una similitudine ciò che prova Apollo innamorato: “e come, tolte le spighe, bruciano le stoppie leggere, come la siepe arde a causa delle fiaccole, che per caso il viandante o accosta troppo o ormai abbandona sul far del giorno; così il dio va a finire nella fiamma, così il petto tutto viene arso d’amore e alimenta con la speranza un amore vano.” Apollo arde d’amore, Dafne arde d’odio e così scatta l’inseguimento. Predatore innamorato e preda spaventata. Predatore che loda la preda per farla sua e preda che invece scappa sempre più veloce. Dafne non ce la fa più e implora il padre-fiume Peneo di aiutarla. Il suo corpo lentamente acquisisce fibre, fronde, rami e radici, diventando così un albero. Il dio innamorato la abbraccia e la stabilisce sua. Da qui l’alloro diventa la pianta delle arti, la pianta consacrata al dio Apollo, che ha palesemente perso contro Eros.
Chi non ha mai fatto follie per amore? Chi non attraverserebbe città, fiumi, oceani per rivedere la persona amata? Chi non farebbe qualsiasi cosa per chi si ama? Medea vi capisce perfettamente. Figlia del malvagio re Eete, maga potentissima, fu presa di mira dagli déi per aiutare Giasone a prendere il Vello d’Oro. Eros scoccò la freccia e lei si innamorò perdutamente dell’eroe, che promise di sposarla. Lei fece di tutto per lui, ma lui la tradì. Accecata dall’ira, commise gesti che non sono proprio amorevoli e quindi non adatti a ciò che stiamo qui raccontando. Un sentimento che porta gioia, felicità e serenità può portare anche alla pazzia. Più amiamo e più ci facciamo male. Prendersi questo rischio è il prezzo da pagare per essere felici. Una vita senza amore non è vita, è il nulla cosmico. Tutti vogliamo essere amati, ma siamo disposti a correre il rischio di amare? E quindi di farci male poi dopo?
LA MITOLOGIA E’ ZEPPA DI AMORI
Tutta la mitologia è piena zeppa di amore: Narciso ed Eco, Elena e Paride (anche se alcuni lo dubitano), Zeus e le miliardi di amanti, Enea e Didone, Afrodite e Adone, Odisseo e Penelope, Mirra e suo padre, Admeto e Alcesti, Antigone e Polinice, Perseo e Andromeda… potremmo andare avanti all’infinito. Tutti questi amori sono leggendari, hanno segnato la storia della letteratura e anche la nostra storia. Tutti i personaggi che ho citato ci insegnano molto sull’amore: ci insegnano che l’amore è anche per se stessi, però bisogna star attenti a non essere eccessivi, che può scatenare guerre o un sacco di bambini, che può portare alla rovina di una città, che può creare trambusto tra le parti, che è fedeltà, ossessione e cecità, sacrificio e salvezza. L’amore non può essere ben definito e non ha regole, pensate che perfino Amore si è innamorato di una ragazza bellissima, Psiche, che per riaverlo indietro fece di tutto. L’amore è dolce e spietato, riscalda e raffredda, è bene e male. L’amore è equilibrio, proprio come tutte le cose nella nostra vita (anche se possono sembrare non equilibrate). L’amore è vita e vale la pena rischiare, di inciampare e farsi male. Tanto chi cade si rialza sempre.
L'autrice / autore
Fiorentina d’adozione, sono appassionata di storia, arte, letteratura e psicologia e adoro i film e le serie tv. Spesso penso troppo e occasionalmente dò consigli di vita. Leggo per imparare, scrivo per informare.


