Cosa c’è dietro alla rivolta? Chi comanda nell’ex Persia? Come in tutti i regimi non democratici, le fake news sono l’arma principale del potere per manipolare i cittadini. Ecco perchè è importante informare in modo corretto e giornalistico.
di Isaia Pandolfini
L’Iran è in rivolta. Cosa sta succedendo nel paese? Qual è il ruolo della Generazione Z in queste proteste? Proviamo a portare chiarezza.
La Repubblica Islamica dell’Iran, nota fino al ‘35 come Persia, sta attraversando una fase importante della sua storia a seguito delle forti proteste nate in tutto il paese a causa della forte inflazione che ha colpito l’economia dello Stato asiatico. Oltre alla crisi monetaria (attualmente un milione di Riyal, moneta del paese, vale un singolo dollaro) vi sono altri fattori che hanno fatto partire le manifestazioni contro l’attuale governo, guidato dalla guida suprema religiosa dell’Ayatollah, ruolo ricoperto da Ali Khamenei, da non confondere con Ruhollah Khomeini, precedente leader supremo. Parliamo di cause di tipo sociale e politico. Più che noto è l’obbligo per le donne di indossare il velo nelle aree pubbliche.
Ma come funziona il sistema politico del paese? Cos’è un Ayatollah?
La Politica in Iran
L’Iran è una repubblica islamica presidenziale teocratica. Non esiste una definizione univoca di “Repubblica Islamica”, ma in linea generale può essere definita come una Repubblica che segue i principi dell’Islam, chiaramente dal proprio punto di vista.
La gestione del paese è divisa in due leader, che però non hanno eguali poteri. C’è il Presidente, attualmente Masoud Pezeshkian, eletto democraticamente dal popolo iraniano (anche se i candidati sono filtrati dal Consiglio dei Guardiani, che vigilano sulla conformità della Shar’ia), e c’è la Guida Suprema, ovvero la sopracitata Ayatollah, che ha un potere maggiore rispetto al Presidente. Per “Ayatollah” si intendono gli esponenti più importanti del clero sciita, ovvero la seconda macrobranca dell’Islam. Sono degli esperti di giurisprudenza islamica. Sarebbe errato definirli quali “Papa dei musulmani sciiti”.
La Rivoluzione del 1979
Khamenei salì al potere in seguito alla Rivoluzione Iraniana del 1979, nella quale la maggioranza del popolo, per andare contro lo Scià (in persiano شاه, shāh, ovvero “re”) e alla monarchia, che veniva accusata di svendere il paese, chiedeva l’istituzione di una repubblica che seguisse gli ideali islamici, e Khamenei, al tempo esiliato dall’Iran proprio dallo Scià, tornando in patria si prese il potere come guida religiosa e politica. Lo Stato mediorientale, fino al ‘79 molto vicino agli USA e all’occidente, cambiò radicalmente posizione, divenendo nemico dei suoi precedenti alleati.
Le Sfaccettature Iraniane e la Generazione Z
Attualmente però il popolo persiano si trova scontento del governo islamico, a causa della mancata democratizzazione, delle politiche repressive e dell’economia decadente a causa delle innumerevoli sanzioni applicate dall’occidente.
È paradossale che una Repubblica che si dice fedele alla religione di Maometto sia repressiva e imponga il proprio modello di credo ai propri cittadini, dato che nel Corano è scritto esplicitamente che “Non c’è costrizione nella religione.” [2 : 256]
Nei telegiornali e nei media si parla di una volontà popolare del ritorno della monarchia, ma la situazione non è così semplice. La disinformazione ha sempre colpito questo importante Stato, che conta più di 93 milioni di abitanti (dati Population Pyramid). Basti pensare alle dicerie sul fatto che le donne, dopo una certa età, non possono andare a scuola, ma stando ai dati il 60% degli studenti universitari sono proprio donne.
Il popolo iraniano vuole solo un paese nuovo, che si adoperi per l’autodeterminazione dell’Iran.

Probabilmente le vittime causate dal governo durante le proteste superano di gran lunga le 2.000 annunciate ufficialmente. “Teheran odora di sangue” dichiara Pegah Moshir Pour (nella foto), attivista iraniana, nata in Iran e trasferita in Italia all’età di 9 anni. Le nuove generazioni, però, armate di libri, film e di sapere, continueranno incessanti a reclamare i propri diritti, come fecero i loro predecessori nel ‘79. Immersa sin da subito nella crisi del 2008 e reduce dalla pandemia globale del Covid-19, dove sono più che emerse le diseguaglianze sociali, la Generazione Z (36,4% della popolazione iraniana, dati Population Pyramid) è cresciuta nella complessità ed ha imparato a conviverci. Purtroppo le è stato tolto uno degli strumenti più potenti di questa generazione, ovvero l’accesso ad internet. Anche stavolta dovrà rimboccarsi le maniche per provare a cambiare le cose e per dare il proprio contributo. Come dice la scrittrice e attivista Pegah Moshir Pour, “speriamo che, dopo aver passato la fase Donna (riferito alla battaglia delle donne iraniane per la parità, ndr.) venga vinta la fase Vita per poi arrivare alla fase Libertà, che il popolo iraniano si merita”.
L'autrice / autore
Sono all’ultimo anno dell’Agrario, sono appassionato di attualità e di antropologia da diversi anni e sono politicamente attivo. Mi sono avvicinato al mondo del giornalismo perché ritengo che alcuni argomenti non vengono trattati sufficientemente e nel mio piccolo cerco di informare più persone possibili su quelle tematiche che vengono messe da parte del giornalismo mainstream


