“Il pensiero religioso non può essere bandito”

di Isaia Pandolfini

Francesco Tieri

Intervista al portavoce di MuRo 27 

Il gruppo è stato oggetto di numerosi commenti d’odio a causa del suo orientamento religioso. Questo è il caso di MuRo 27 (Musulmani per Roma 2027), un gruppo di musulmani, e non partito o lista, come ci tiene a specificare il loro portavoce, divenuto “associazione” per visibilità e agibilità, che vuole occuparsi di politica locale. 

Per poter dare un giudizio sensato sulla questione, è sempre bene informarsi prima, pertanto ho intervistato il loro portavoce, per saperne di più. Parlo del sig. Francesco Tieri: attivista musulmano per la libertà religiosa, convertito più di 20 anni fa.

La Formazione di MuRo 27

Per Tieri, e quindi per MuRo 27, “la presenza islamica in Italia costituisce un patrimonio etico e valoriale che possiamo e dobbiamo mettere in circolo per il bene della collettività”, è stato questo uno dei fattori scatenanti del progetto, ed i dati, per quanto riguarda la grandezza di questo patrimonio, confermano le parole del portavoce: in Italia ci sono circa 1,6 milioni di musulmani stranieri, secondo le stime più recenti, pari a circa il 32% degli stranieri residenti. Se si includono i cittadini italiani di fede musulmana (tra cui i convertiti e i nati in Italia da famiglie musulmane), il numero complessivo supera questa cifra. L’Islam, in Italia, è la seconda religione del paese, dopo quella cristiana, per quanto riguarda il numero di fedeli.

Le Critiche

Era atteso anche tutto l’astio ricevuto dal progetto, in quanto coscienti del “doppio standard che considera i musulmani sempre almeno un po’ diversi dagli altri e mai in un’eccezione positiva”. Tieri ci ha tenuto a far notare che il gruppo è stato mal visto persino dal giornale gestito dalla comunità ebraica di Milano, il “Bet Magazine Mosaico”, il quale ha criticato il gruppo sollevando dubbi sul ruolo della donna nell’Islam, in particolare riguardo alla parità di genere.

A stupirli è stata invece la rapidità con la quale la stampa si è interessata a loro. “Siamo finiti in prima pagina a 36 ore dalla richiesta del codice fiscale dell’associazione” afferma.

Gli Interessi di MuRo 27

Per quanto riguarda i problemi strutturali della città, il gruppo crede vi sia un’importante mancanza di “expertise necessaria per la salvaguardia di un patrimonio archeologico unico al mondo”, facendo riferimento al crollo parziale della Torre dei Conti ai Fori Imperiali dove ha perso la vita un operaio prossimo alla pensione. Criticata anche l’organizzazione dei lavori di rinnovamento, ancora in corso, per l’anno giubilare. “La pianificazione [dei lavori di Roma, NdR] non sembra il nostro forte.” dice il portavoce di MuRo 27.

Viene anche toccato un punto cardine del loro gruppo: “Per quanto riguarda le priorità, e qui entra in gioco l’etica della nostra identità religiosa, noi intendiamo occuparci delle piaghe sociali costituite dalle dipendenze patologiche. Sia dal punto di vista del supporto alle vittime del gioco d’azzardo, della tossicodipendenza e del ricorso all’indebitamento usurario, sia dal punto di vista della prevenzione di questi fenomeni con programmi rivolti alle fasce della popolazione più a rischio e ai giovani.” Un’altra loro proposta, già esposta sui propri canali social, è quella dell’elezione dei Consiglieri Aggiunti previsti dallo Statuto della Urbe Eterna. Ovvero dei consiglieri eletti dai cittadini stranieri residenti a Roma. Norma che è stata ignorata dalle ultime 3 amministrazioni, tutte di centro-sinistra.

MuRo 27 Mina la Laicità dello Stato?

Uno dei tanti dubbi sorti dalle critiche rivolte al gruppo, è quello riguardo la mancanza di rispetto della laicità dello Stato. In merito a ciò, Tieri risponde prontamente citando una sentenza della Corte Costituzionale: “Il principio di laicità, quale emerge dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 della Costituzione, implica non indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale.”, inoltre, afferma: “Questa libertà e questo pluralismo prevedono che il pensiero religioso non debba essere bandito da alcun ambito, tantomeno da quello politico.” Conclude dicendo: “Su quanto la nostra proposta sia mirata al bene comune credo di aver già risposto a proposito della domanda precedente.”

Il Futuro dell’Integrazione della Comunità Musulmana

“La nostra iniziativa mira anche a colmare un importante gap culturale del paese.” spiega il portavoce di MuRo 27. Per Tieri la comunità musulmana è già ben integrata nel tessuto sociale del Bel Paese, quello che deve cambiare è la rappresentazione della presenza islamica in Italia. “Anche dal punto di vista della normalizzazione della nostra partecipazione attiva alla vita politica del Paese, senza che l’ennesima consigliera comunale col velo diventi una notizia per i media.”

Le Aspettative del Gruppo

Quindi, MuRo 27, vuole sostituire la Costituzione con la Shari’a? No. L’obiettivo del gruppo capitolino è quello di contribuire alla discussione politica in nome di quella parte della cittadinanza che viene spesso messa da parte. 

“Puntiamo a segnare l’inizio della trasformazione di questa comunità da oggetto politico a soggetto politico. Ovviamente se Dio vuole, in sha Allah.”

L'autrice / autore

Sono all’ultimo anno dell’Agrario, sono appassionato di attualità e di antropologia da diversi anni e sono politicamente attivo. Mi sono avvicinato al mondo del giornalismo perché ritengo che alcuni argomenti non vengono trattati sufficientemente e nel mio piccolo cerco di informare più persone possibili su quelle tematiche che vengono messe da parte del giornalismo mainstream