Dal liceo Cecioni parte la mobilitazione contro la violenza sulle donne
Il 10 aprile 2025, gli studenti del Liceo Cecioni di Livorno hanno messo in campo un’iniziativa di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. In giardino, hanno tenuto un minuto di rumore seguito da un momento di riflessione su un tema che continua a colpire profondamente la società: i femminicidi.
Le parole scritte dagli studenti:
“Buongiorno a tutte e tutti, oggi ci fermiamo per riflettere su una ferita profonda che continua a lacerare la nostra società: la violenza contro le donne e i femminicidi sempre più frequenti. Dall’inizio dell’anno sono 11 le donne vittime di femminicidio, e solo negli ultimi giorni sono state brutalmente strappate alla vita due giovani donne, ricordando ancora una volta quanto sia urgente affrontare e discutere di questa piaga che sta attanagliando la nostra società.
Il 31 marzo 2025, Sara Campanella, una studentessa universitaria di 22 anni originaria di Misilmeri, è stata accoltellata alla gola a Messina da Stefano Argentino, un 27enne che da due anni la perseguitava con attenzioni moleste, incapace di accettare il suo rifiuto, il suo NO.
Sara sognava una carriera nel campo biomedico, un sogno spezzato dalla presunzione di un uomo di poter decidere della sua vita.
Pochi giorni dopo, il 2 aprile 2025, il corpo di Ilaria Sula, anche lei 22enne e studentessa universitaria, è stato ritrovato in una valigia in un dirupo nei pressi di Poli, vicino Roma. Di lei si erano perse le tracce dal 25 marzo. L’ex fidanzato, Mark Antony Samson, ha confessato di averla brutalmente uccisa lui.
Ilaria studiava Statistica all’Università La Sapienza, con il desiderio di costruirsi un futuro luminoso.
Queste tragedie ci ricordano che dietro ogni statistica ci sono persone reali, con sogni e ambizioni distrutti dalla violenza. Non possiamo più permettere che il silenzio avvolga queste tragedie.
Per questo dobbiamo diventare tutti quanti consapevoli di ciò che sta succedendo, smettere di deresponsabilizzarci, cercando di riflettere sul fatto che questi uomini, non sono mostri, nè pazzi, ma figli sani del patriarcato. Questo è il risultato di una società radicalmente patriarcale e inefficiente, che non lavora sulla prevenzione e quindi sull’educazione sessuale e affettiva, bensì tende solo a inasprire le pene, non permettendo una riflessione critica e costruttiva sull’argomento. Questo permette solo l’ulteriore diffusione di questa violenza che va a nuocere alla vita di donne e uomini, limitandoli nel poter vivere una vita libera basata sul rispetto reciproco e convivenza.
Facciamo sentire la nostra voce, rompiamo il silenzio che troppo spesso circonda queste violenze, restituiamo a queste ragazze la voce di cui sono state private.”
L'autrice / autore
La redazione di generazione News


