Ecco le informazioni principali per capire cos’è la riforma voluta dal governo e su cosa ci chiedono di votare sì o no. Attenzione: qui il quorum non è necessario! Chi ha un voto in più vince
di Caterina Cammarata
La riforma della magistratura nasce dall’idea di “rendere più giusta la giustizia”, cioè di separare la carriera dei magistrati inquirenti da quella dei giudicanti. Nell’intento di chi l’ha voluta, serve a evitare che un giorno, un giudice, prima stato pm (pubblico ministero) possa giudicare con la mente dell’inquirente. Questa riforma ha visto molti oppositori in tutte le epoche storiche, sia per il rischio che i pm passino sotto il potere dell’esecutivo, sia perché il pubblico ministero si trova a lavorare senza la mentalità da giudice e, invece di essere il primo difensore dell’accusato e primo controllore delle forze di polizia, si corre il rischio che diventi poliziotto e “cane da caccia” egli stesso.
Per districarsi tra chi parla di autocrazia e chi di libertà, ecco tutto quello che c’è da sapere su questa nuova riforma!
2000: i radicali propongono un referendum per una riforma costituzionale fallito per il mancato raggiungiamo del quorum.
2011: Silvio Berlusconi, allora sotto processo, propone l’idea della separazione delle carriere.
13 giugno 2024: l’esecutivo presenta alla Camera dei Deputati un disegno di legge costituzionale (A. c. 1917), chiamato ddl Nordio.
30 ottobre 2025: approvata la legge sulla separazione per le carriere per i magistrati, che andrà a cambiare sei articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106 e 107). In quanto legge costituzionale, prima di essere emanata definitivamente deve essere approvata due volte da Camera e Senato a distanza di tre e mesi e, in caso i favorevoli siano inferiori ai ⅔ dei senatori, come in questo caso, è necessario il voto della popolazione in un referendum confermativo che, per essere valido, non ha bisogno del raggiungimento del quorum.
Questa riforma, che modificherà le basi del sistema giudiziario italiano, alterando l’equilibrio tra la funzione giudicante e quella inquirente, si articola nei seguenti punti principali: in primo luogo ci saranno due Consigli Superiore della Magistratura, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. Tuttavia, molti vedono nel dividere la magistratura e creare due CSM solamente una riduzione del potere e dell’autonomia dei magistrati, con conseguente probabilità di maggiore controllo da parte dell’esecutivo. Inoltre, grazie alla riforma Cartabia del 2006-2007, i limiti temporali e geografici sono molto stringenti nel passaggio da un ruolo all’ altro. I dati ci informano che, nell’ ultimo anno, solamente 18 magistrati sono passati dalla funzione inquirente a quella giudicante e viceversa. Dunque, questa legge è promulgata per risolvere un problema a parere di molti inesistente. Inoltre, secondo alcuni, fra i quali Rosi Bindi, in questo modo si lede irreparabilmente l’unità della magistratura. ( https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/41504005/rosy-bindi-riforma-giustizia-come-ci-ridurra-tagada/ )
Nell’arco di cinque anni lo 0,83 per cento di tutti i pubblici ministeri è passato alle funzioni giudicanti e solo 0,21 per cento dei giudici è passato a funzioni requirenti”
Margherita Cassano – Prima presidente della Cassazione
Un altro importante cambiamento riguarda, poi, la composizione stessa di ciascun Consiglio Superiore della Magistratura, che avrà una composizione mista: sarà infatti formato per ⅔ da magistrati della rispettiva carriera, per ⅓ da professori universitari o avvocati con almeno dieci anni di esperienza, sorteggiate da un elenco predisposto dal Parlamento, al fine di ridurre l’influenza delle dinamiche associative e politiche nell’elezione dei membri del CSM, aumentando il numero dei sorteggiati e riducendo quello degli eletti. Bisogna, però, tener conto che, in quanto la lista dei sorteggiati è redatta dal Parlamento, questo continua di fatto a scegliere i membri dei CSM.
Infine, verrà istituita l’Alta Corte disciplinare, composta da quindici giuristi e giudici di comprovata esperienza (3 scelto dal Presidente della Repubblica fra i docenti universitari con almeno 20 anni di esercizio, 3 sorteggiati dal Parlamento, 6 giudicanti con almeno 20 anni di attività o funzioni di legittimità, 3 requirenti con almeno 20 anni di attività o funzioni di legittimità) con il compito di decidere sulle questioni disciplinari riguardanti i magistrati, garantendo un metro uniforme e indipendente dalle strutture di autogoverno.
Secondo molti, si tratta dell’ennesimo tentativo di arginare e limitare la magistratura, ponendo sopra di lei un altro organo a cui dovrà rendere conto e questo, dovendo giudicare, dovrà necessariamente controllare.
Si tratta di una svolta storica del sistema giudiziario italiano e, in quest’epoca di cambiamenti, anche noi cittadini siamo chiamati a contribuire con un voto.
E tu cosa ne pensi?
Sai già su quale casella metterai la x in primavera?
L'autrice / autore
Il cielo. Il mare. In mezzo, un lembo di terra. Circoscritto. Inscritto nel mondo. Qui vivo io, all’isola d’Elba, in un paesino in cui le case variopinte si fondono col mare creando un’ unica meraviglia e in cui, se si presta attenzione, si può sentire il respiro dei pini. In questo posto un po’ magico ho imparato ad amare: la lettura, il teatro, l’Uomo, la scrittura. Un giorno mi sono detta: perché non scrivere qualcosa di importante, di importante per gli altri? Perché non scrivere qualcosa che possa cambiare il mondo?


