Nelle ultime settimane alcuni maturandi hanno deciso di astenersi dalla prova orale per denunciare alcune criticità del sistema scolastico e dei suoi metodi di valutazione.
Il punto focale per questi ragazzi è esprimere disagio per un sistema che, come dice Maddalena, una delle ragazze che ha preso parte alla protesta, “si concentra solo sui voti senza dare attenzione alle persone”, e ancora “è caratterizzato da eccessiva competitività e mancanza di empatia da parte del corpo docente”.
LA RISPOSTA DEL MINISTRO
La risposta del ministero dell’istruzione e del merito non si è fatta attendere, Valditara ha commentato così la vicenda “”Non si prendono in giro gli insegnanti, si rispetta il loro lavoro, si rispettano i compagni che hanno creduto in quel momento e si sono impegnati, che hanno provato ansia, stress, coltivato speranze, hanno dedicato mesi per prepararsi all’appuntamento”.
Non risponde quindi nel merito della protesta, ma riporta gli studenti all’esigenza di sostenere l’esame nel rispetto dei professori e dei ragazzi, assicurando a tutti gli studenti che l’anno prossimo non sarà più possibile compiere queste “furbate”, come le ha definite in queste settimane, pena la bocciatura. “Se un ragazzo non si presenta all’orale – ha detto Valditara – o volontariamente decide di non rispondere alle domande dei docenti, non perché non è preparato, ma perché vuole ‘non collaborare’ o ‘boicottare’ l’esame, dovrà ripetere l’anno”.
LE REAZIONI
Molte associazioni studentesche come la Rete degli Studenti Medi si sono unite a supporto dei ragazzi che protestano, ricordando come la battaglia contro questi metodi di valutazione è portata avanti da anni in questi ambienti. “E’ una protesta giusta, lo abbiamo detto tante volte, l’esame va ripensato”, sostiene Bianca Piergentili, che è la coordinatrice del movimento studentesco.
Il mondo degli adulti, invece, si divide. I presidi di DirigentiScuola, con il vicepresidente Alberto Mugnai, osservano che il gesto “solleva non pochi interrogativi” dal momento che evidenzia “un disagio vissuto quotidianamente da molti studenti pressati da eccessive aspettative. Se da un lato riteniamo che a un esame pubblico sia necessario mantenere un comportamento rispettoso e responsabile, e che sia legittimo attendersi serietà da tutti i candidati, d’altra parte sarebbe superficiale ridurre questi gesti di “dissenso civile” a semplici mancanze di rispetto. È una richiesta di attenzione”.
Oltre a loro anche personaggi pubblici, giornalisti e persino membri dello stesso sistema scolastico, come Osvaldo Di Cuffa, dirigente scolastico a Firenze, si sono schierati dalla parte degli studenti, perché “serve una riflessione seria, la scuola deve cambiare”.
In conclusione i casi di protesta sono riusciti a riscuotere attenzione mediatica e ad attirare il supporto di personaggi pubblici e associazioni, ma nonostante questo il dialogo col ministro non sembra ancora volgere in una direzione di confronto, con le 2 parti che si attaccano a vicenda senza però arrivare a un vero dibattito su una possibile alternativa a questo sistema tanto criticato.
I COMMENTI DEI RAGAZZI
Abbiamo chiesto ad alcuni studenti di Generazione News cosa ne pensano, ed ecco le prime risposte:
“la reazione di Valditara è stata assolutamente spropositata e incoerente. Per quanto possa essere comprensibile che il ministero voglia prendere provvedimenti, ritengo che il modo in cui ha deciso di farlo sia sbagliato. Mi sembra incoerente dire “puoi arrivare all’orale con la sufficienza assicurata ma essere bocciato comunque (non sostenendo la prova)”, e ritengo che sarebbe più appropriato che venisse fatta una risuddivisione dei punteggi tale da dare un maggiore perso alla prova orale, rendendola quindi indispensabile.” (Ginevra)
“Per un certo verso io trovo che andare lì e fare scena muta sia una mancanza di rispetto per chi si è impegnato, ha studiato e ha avuto il coraggio di mettersi alla prova nell’esame, saremo sempre giudicati da un voto. Quello che non trovo giusto è la reazione che ha avuto il ministero, mi sembra eccessiva la bocciatura, io avrei proposto la sottrazione di punti, con un tetto massimo. Io la penso così, ovviamente sono più che felice di iniziare un dibattito” (Mattia)
“Per me, la maturità in generale è tutta una buffonata, i professori scelgono prima con quanto farti uscire e se farti uscire” (Alessandro)
“Ragazzi io ho dato l’esame una settimana fa e mi sento di dire che sono completamente dalla parte dei ragazzi ribelli perché l’esame è veramente una pagliacciata. Equivale a spendere tanto tempo per farsi prendere in giro dalla commissione e a sua volta prenderla in giro. Nella mia scuola, per esempio, ci sono stati decine di casi di ragazzi che hanno preso gravissime insufficienze agli scritti e così per non bocciarli hanno dato a tantissimi 20 e i bonus all’orale per raggiungere il 60. L’esame non premia chi si impegna né chi si è impegnato negli anni e allora un po’ di protesta da parte di chi invece merita voti più alti mi sembra il minimo” (Giacomo)
L'autrice / autore
Cresciuto nelle campagne tra Arezzo e Siena, la mia vera passione è la parola, in tutte le sue infinite declinazioni, che cerco di usare per migliorare la realtà che mi circonda. Amo i videogiochi, il freestyle rap e soprattutto la politica, non quella dei partiti di oggi, ma quella utile, basata sulla ricerca del confronto e non dello sterile consenso.


