E tu da che parte stai?

Scrivere per un giornale può sembrare anacronistico, in un mondo che legge sempre meno e ha la presunzione di poter conoscere qualsiasi notizia grazie ad internet. Creare un giornale studentesco può sembrare ancora più azzardato, visto che la società rinfaccia in continuazione ai ragazzi un grande disinteresse nell’informazione. Noi giovani, però, sappiamo metterci in gioco e Generazione News sarà un palcoscenico per tutte quelle voci che vorranno esporsi e gridare ciò che non vogliono far passare inosservato. Viviamo in un mondo che corre veloce e tende a perdere il contatto con la realtà, rendendo il ruolo del giornalista sempre più importante.

Solo con l’informazione può nascere la consapevolezza, e sta a chi scrive per un giornale offrire gli strumenti a chi lo circonda, contribuendo a creare una coscienza sociale indipendente. Mettendo tutte le carte in tavola, il giornalista lavora per offrire il giusto bagaglio per emancipare le persone da una narrativa imposta dall’alto, lasciando la libertà ad ognuno di sviluppare il proprio pensiero. 

Come uno storico del presente, chi scrive si trova a dover rovistare tra le miriadi di informazioni da cui siamo bombardati svolgendo il compito più arduo di questo mestiere: la ricerca della verità.  Svelare ciò che si cela dietro le facciate artefatte del Potere, come lo definiva Oriana fallaci, è il fulcro del ruolo del giornalista. Un po’ come se ne fosse garante, dev’essere capace di tuffarsi nella difficile e bellissima incertezza di chi sa di dover mettere sempre tutto in discussione, non fermandosi mai alla superficie.

Analizzando e sperimentando in prima persona, chi scrive documenta avvenimenti e cambiamenti della società, rendendoli indelebili nel tempo e delineando un quadro dell’epoca in cui vive. Essere giornalisti significa essere testimoni della storia e della realtà.

Ma oggi il giornalismo sembra sempre più superficiale e asservito alla sfera economica. Sta a noi giovani abbandonare questa tendenza e ricordare cosa significa davvero svolgere questo lavoro con la testa e con il cuore. Chi fa giornalismo può far parte della soluzione, voi cosa scegliete?

Articolo di Angelica Ricci

L'autrice / autore

Ho cominciato come giornalista molti anni fa nella carta stampata (La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno) per poi avventurarmi nei nuovi meandri della comunicazione. Qualche anno fa ho incontrato gli studenti delle scuole superiori e mi sono appassionata all’idea di trasmettere le competenze giornalistiche ai ragazzi, che mai come in questo tempo ne hanno bisogno. Convincere loro non è difficile. Lo è di più con gli adulti. Devo far capire che imparare a fare (e farsi) le domande, a distinguere le cose vere da quelle false, a cercare le fonti, a spiegare e spiegarsi, a comunicare con ogni mezzo possibile, insomma a muoversi nel mondo complesso in cui ci troviamo, sono strumenti non solo utili per qualunque lavoro vogliano intraprendere, ma anche – la dico grossa – per salvarsi la vita. Mi hanno chiesto di fondare la testata giornalistica degli studenti toscani ed eccomi qua.

Nata e cresciuta all’isola d’Elba, versiliese per adozione, mi piace definirmi un’aspirante scrittrice e futura nomade digitale. Sono molto appassionata di letteratura, filosofia, politica e del far polemica. Scrivo sempre e viaggio troppo.